Fukushima, Naoto Kan: acqua radioattiva finisce ancora in mare

Fukushima, Naoto Kan: acqua radioattiva finisce ancora in mare

Fonte immagine: Em7 / Shutterstock

A 5 anni dal disastro di Fukushima l'ex primo ministro Naoto Kan sostiene che ancora siano preoccupanti le condizioni della centrale nucleare.

Acqua contaminata nel mare di Fukushima. Non si tratta di un riferimento ormai passato secondo l’ex primo ministro giapponese Naoto Kan, in carica durante lo tsunami che provocò il disastroso incidente alla centrale nucleare.

Naoto Kan è stato intervistato a Roma da un collega de La Repubblica in merito all’attuale situazione di Fukushima e alle prospettive future del territorio. Ne è emerso un quadro preoccupante, che bene poco margine sembra lasciare alle ottimistiche dichiarazioni dell’attuale primo ministro Shinzo Abe.

Secondo Kan vi sarebbe tutt’ora del materiale radioattivo che fuoriesce dalla centrale nucleare, con il conseguente sversamento in mare di acqua contaminata. Ciò avverrebbe, sostiene l’ex primo ministro, nonostante dalla TEPCO arrivino indicazione contrarie.

Non sarebbe confortante neanche la situazione relativa ai reattori 2 e 3, il cui combustile sarebbe sceso verso il fondo continuando a bruciare. Uno sviluppo che avrebbe tutt’ora richiesto l’utilizzo di acqua marina per il mantenimento entro i limiti delle temperature.

Lo stesso Naoto Kan sarebbe stato tenuto all’oscuro dalla TEPCO, durante i giorni immediatamente successivi al disastro di Fukushima, riguardo la reale entità del rischio. Secondo quanto ha rivelato l’ex primo ministro soltanto grazie alla rottura accidentale di una valvola si sarebbero evitate conseguenze ben più gravi.

Come ha dichiarato Kan la rottura della valvola ha permesso un imprevisto sversamento d’acqua all’interno della piscina situata nel reattore 4. Se ciò non fosse accaduto si sarebbero trovate scoperte le barre di combustibile in essa contenute, con effetti disastrosi: l’intera area urbana di Tokyo sarebbe stata investita dalle radiazioni; a morire sarebbero state milioni di persone.

Poco incoraggianti sono infine anche le stime di Kan per quanto riguarda i tempi di risanamento dell’area. Nonostante i circa 150 miliardi di dollari spesi per le attività di bonifica restano ancora da trattare le zone boschive e agricole. Persino per la chiusura della centrale le previsioni TEPCO sarebbero fin troppo ottimiste secondo l’ex primo ministro, secondo il quale servirà molto più tempo rispetto ai 40 anni stimati dalla compagnia.

Anche i danni ambientali a lungo termine andrebbero ben oltre quanto indicato da TEPCO, ha riferito Kan, che sposa l’opinione di Greenpeace riguardo

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Beach Litter 2019: intervista a Letizia Lanzarotti – Lady Be