Fukushima: acqua radioattiva finirà nell’Oceano Pacifico

Fukushima: acqua radioattiva finirà nell’Oceano Pacifico

Fonte immagine: iStock

Nuova emergenza acqua radioattiva a Fukushima: siti di stoccaggio quasi pieni, si pensa a sversamento nel Pacifico.

L’acqua radioattiva di Fukushima potrebbe finire nell’Oceano Pacifico. Questo l’orientamento che sembra al momento predominante all’interno del governo giapponese dopo le dichiarazioni rilasciate dalla Tepco (Tokyo Electric Power Company Holdings), che si occupa della gestione delle centrali nucleari nipponiche, in merito alla saturazione delle strutture di stoccaggio.

L’annuncio della Tokyo Electric Power Company è arrivato lo scorso mese, aprendo la strada a una nuova emergenza acqua radioattiva a Fukushima. La compagnia ha dichiarato che entro il 2022 non ci sarà più spazio per lo stoccaggio di ulteriori liquidi contaminati; secondo quanto affermato da Tepco ne sono stati raccolti già 1,15 milioni di tonnellate.

Quella che era solo una proposta ha ottenuto ora, dopo essere stata avanzata già negli anni passati, le prime sponde istituzionali. Come ha dichiarato Yoshiaki Harada, Ministro della Protezione Ambientale giapponese, durante una conferenza stampa:

L’unica opzione sarà scaricarla in mare e diluirla. L’intero governo ne discuterà, ma vorrei dare la mia semplice opinione.

Le acque che verrebbero rilasciate nel Pacifico in caso di via libera del governo giapponese sono perlopiù ripulite dalle sostanze più tossiche, ma contengono ancora un isotopo dell’idrogeno (il trizio) ritenuto “relativamente innocuo”; quest’ultimo è uno scarto abitualmente sversato in mare dalle centrali nucleari. Le rassicurazioni non sono sufficienti però a calmare le proteste di residenti e pescatori, che temono effetti anche nei rapporti con i vicini Paesi asiatici e soprattutto con la Corea del Sud (già tesi da decenni).

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