Fukushima, acqua radioattiva nell’oceano: Governo ci riprova

Fukushima, acqua radioattiva nell’oceano: Governo ci riprova

Fonte immagine: iStock

L'acqua radioattiva di Fukushima finirà nell'oceano, atteso il via libera entro fine mese: proteste e critiche da ambientalisti e pescatori.

Il via libera è atteso per fine mese, poi l’acqua radioattiva di Fukushima potrà finire nell’oceano Pacifico. La notizia è rilanciata con preoccupazione dei media giapponesi, che riportano anche le diverse proteste sia da parte degli ambientalisti che dei pescatori locali.

Una proposta già nell’aria da diversi mesi, a opera dell’ex Premier Shinzo Abe, ma che ora sembra essere diventata concreta. Ad approvarlo tra un paio di settimane sarà il Governo guidato dal neo Primo Ministro Yoshihide Suga, in carica dal 16 settembre 2020. Il provvedimento è sostenuto da alcuni esperti e dal parere dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, secondo la quale entro certi termini non risulterebbe dannosa.

Sono oltre mille i serbatoi all’interno dei quali viene stoccata l’acqua radioattiva della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Quest’ultima è stata danneggiata dallo tsunami del 2011. Pesante l’inquinamento prodotto in tutta l’area circostante, con livello di radioattività molto alti ancora dopo 9 anni dal disastro.

Si oppongono allo sversamento anche i pescatori locali, dal 2011 impegnati con forza nel cercare di ricostruire una reputazione profondamente danneggiata dal disastro del 2011. C’è preoccupazione anche da parte dei Paesi circostanti, non soltanto da parte degli ambientalisti. La Corea del Sud attualmente proibisce le importazioni ittiche dalla regione di Fukushima. In più occasioni il governo di Seul ha sottolineato la pericolosità per l’ecosistema marino rappresentato dallo sversamento dell’acqua radioattiva della centrale nucleare.

Le posizioni del Governo e dell’AIEA

Il Governo giapponese sembra sicuro delle sue intenzioni, forte del parere fornito a inizio 2020 da un gruppo di esperti. L’Esecutivo di Yoshihide Suga sottolinea che i propri esperti hanno rassicurato in merito alla presenza del trizio, isotopo radioattivo contenuto nell’acqua. Secondo gli scienziati la sua pericolosità scatterebbe soltanto a livelli molto elevati.

Al parere governativo si aggiunge quello dell’AIEA. Secondo i tecnici dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica l’acqua radioattiva dovrà essere filtrata già prima dello sversamento, quando ancora all’interno dei serbatoi di contenimento. Ciò dovrebbe portarla a una concentrazione di sostanze radioattive 40 volte inferiore, mentre per completare il processo di sversamento serviranno 30 anni (fonte quotidiano Yomiuri Shimbun).

Acqua di Fukushima, le soluzioni alternative allo sversamento

Come sottolineato da altri esperti e dagli ambientalisti, esistono soluzioni alternative allo sversamento. Una di queste è l’evaporazione dell’acqua radioattiva, mentre un’altra è legata alla realizzazione (in siti separati dalla centrale) di serbatoi supplementari per lo stoccaggio.

Fonte: The Guardian

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