Frutti tropicali: quali sono e coltivazione in Italia

Frutti tropicali: quali sono e coltivazione in Italia

Fonte immagine: Pixabay

Succosi e apprezzati tutto l’anno, i frutti esotici arrivano dai Paesi caldi ma esistono diverse coltivazioni in Italia: elenco e caratteristiche.

I frutti tropicali, chiamati anche frutti esotici, sono molto apprezzati e consumati in Italia sebbene l’origine di questi alimenti debba essere ricercata lontano dalla Penisola. I frutti tropicali provengono infatti dalle zone della terra comprese tra i due tropici o immediatamente limitrofe, dove il clima tropicale o subtropicale permette di coltivare diverse varietà di frutta.

Le differenze tra i frutti esotici e quelli “italiani”, o meglio da sempre coltivati sul territorio nazionale, riguardano soprattutto l’apporto lipidico e proteico: nel primo caso, infatti, sono spesso presenti elevate quantità di grassi saturi che fanno lievitare il quantitativo di calorie. Molti dei frutti tropicali sono disponibili sul mercato italiano grazie all’importazione, sebbene come vedremo in seguito alcune tipologie sono ormai coltivate in alcune zone del Belpaese con discreto successo.

Elenco

Papaya

La lista dei frutti esotici che è possibile gustare in Italia è molto lunga, elenco che comprende innanzitutto le varietà più comuni:

  • banane;
  • ananas;
  • cocco;
  • avocado;
  • kiwi;
  • datteri;
  • lime;
  • mango;
  • papaya;
  • litchi;
  • platano;
  • tamarindo.

Esistono anche altri frutti esotici la cui diffusione è ancora limitata ma si sta progressivamente ampliando: fejola, maracuja, guava, durian, guava, mangostano, cheirmova, tomatillo, graviola, pitava, lucuma, curuba, giaca, longkong.

Coltivazione in Italia

Litchi

La maggior parte della frutta esotica disponibile sul mercato italiano, facilmente reperibile in tutti i periodi dell’anno, proviene dalle zone che si trovano fuori dai confini nazionali. Importiamo, ad esempio, l’ananas dalla Costa Rica e le banane anche da Colombia ed Ecuador. Da alcuni anni anche in Italia, soprattutto in alcune zone del Centro e del Sud, si è diffusa la coltivazione di alcune varietà di frutti tropicali specialmente in regime di agricoltura biologica. È soprattutto la Sicilia a caratterizzarsi per una produzione copiosa di questi prodotti, soprattutto nelle zone costiere: dell’avocado, ad esempio, viene coltivata specialmente la varietà Hass che vanta dimensioni ridotte rispetto al frutto esotico originale ma è molto resistente, dotata di una colorazione verde maggiormente scura rispetto alle altre varietà, con una buccia particolarmente rugosa. Predilige un’esposizione molto soleggiata e, soprattutto, per consentire una crescita ottimale la temperatura non deve scendere sotto lo zero nei mesi invernali. È anche diffusa la varietà Kesington Pride di mango, una cultivar che cresce bene nei terreni ben drenati e a un’altitudine non eccessiva, protetto dalle temperature basse.

Diverse aziende agricole del Sud della penisola, inoltre, hanno avviato la produzione di litchis – che matura a partire dalla fine di giugno – e maracuja, noto anche come passion fruit. In Sicilia, infine, da alcuni anni è stata avviata la coltivazione anche di platani, ananas e banane, specialmente nel palermitano, a Terrasini. Il Lazio, invece, vanta una vasta produzione di kiwi. Nei Paesi del Mediterraneo, tra cui anche la Calabria e la Sicilia, si coltiva l’annona cherimola: è una pianta originaria del Perù, Ecuador, Colombia e Bolivia che produce frutti dal sapore acido molto particolari. In Liguria e in Toscana, inoltre, si coltiva la feijoa, arbusto sempreverde che produce frutti dalle dimensioni simili alle prugne, di forma ovale o piriforme.

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