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Frutta secca riduce del 33% il rischio di infarto nei diabetici

Frutta secca riduce del 33% il rischio di infarto nei diabetici

Fonte immagine: Pixabay

Dalla frutta secca un aiuto naturale per ridurre il rischio di infarto e malattie cardiovascolari nei pazienti diabetici.

La frutta secca riduce di un terzo il rischio di infarto nei diabetici. A sostenerlo sono alcuni ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, Massachusetts (USA), secondo i quali pistacchi, noci, mandorle e le altre tipologie di “nuts” favorirebbero in generale un minore tasso di mortalità nei soggetti affetti dalla patologia metabolica.

I ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health hanno analizzato i dati forniti dai 16.217 partecipanti (uomini e donne) attraverso dei questionari riguardanti la dieta e compilati sia prima che dopo la diagnosi di diabete. Nello specifico è stato approfondito l’eventuale consumo negli anni (quantità e numero di volte a settimana) relativamente ad arachidi e frutta secca col guscio.

Diversi gli anni di durata dello studio, durante il quale si sono verificati tra i partecipanti 3.356 casi di malattie cardiovascolari, di cui 2.567 problemi cardiaci a livello coronarico e 789 ictus. Registrate nello stesso periodo 5.682 morti: tra queste 1.663 patologie cardiovascolari e 1.297 tumorali.

Secondo quanto concluso dai ricercatori, guidati dallo scienziato della nutrizione Gang Liu, un effetto protettivo per il cuore e l’apparato cardiovascolare deriverebbe da un consumo regolare sia di arachidi (a tutti gli effetti un legume) che di frutta secca. Tuttavia quest’ultima risulterebbe ben più efficace rispetto alle “noccioline americane”. Il quantitativo richiesto è di circa 28 grammi al giorno per 5 volte a settimana: così facendo si ridurrebbe del 34% il rischio di patologie cardiovascolari e del 17% la possibilità che queste risultino fatali.

Tra i benefici offerti dalla frutta secca, spiega Liu, la riduzione del 20% dell’irrigidimento delle arterie. I benefici si verificherebbero sia che il consumo di noci, pinoli, nocciole ecc. sia cominciato prima o dopo la manifestazione del diabete. Inoltre chi ha regolarizzato il proprio consumo dopo la diagnosi ha visto il rischio di mortalità prematura scendere tra il 25 e il 27% rispetto a coloro che avevano continuato a non consumare questi alimenti.

Ogni ulteriore porzione settimanale oltre le 5 indicate contribuirebbe a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari del 3% e quello di mortalità del 6%. Come affermato dal dott. Liu:

I nostri risultati forniscono nuove prove a supporto della raccomandazione di includere la frutta secca nella propria dieta per prevenire complicazioni cardiovascolari e mortalità prematura tra i soggetti affetti da diabete.

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