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Fotovoltaico: le strategie UE per combattere la concorrenza cinese

Fotovoltaico: le strategie UE per combattere la concorrenza cinese

Fonte immagine: David Goehring

Il professor Dughiero intervistato da QualEnergia illustra le strategie più efficaci per riportare il fotovoltaico europeo in una posizione dominante.

Il periodo d’oro dell’industria fotovoltaica europea è tramontato da diversi anni a causa del prepotente ingresso sul mercato della competizione orientale. La battaglia dei produttori europei contro i pannelli fotovoltaici cinesi, venduti a prezzi più competitivi sul mercato continentale, va avanti da diversi anni a suon di misure antidumping.


A delineare nuove strategie per riportare l’industria solare europea al suo ruolo dominante sul mercato globale è Fabrizio Dughiero, docente di elettrotecnica all’Università di Padova.

In un’intervista rilasciata al portale specializzato QualEnergia l’esperto si è detto ottimista sul futuro del fotovoltaico europeo, almeno per quanto riguarda la potenza installata. Da qui al 2030 sempre più cittadini e aziende europee installeranno impianti fotovoltaici.

I produttori europei non devono lasciarsi sfuggire questa occasione, lasciando che a rispondere alla richiesta di moduli, inverter e sistemi di accumulo siano in gran parte le aziende cinesi.


Oggi i costi dei moduli fotovoltaici in silicio in alcuni periodi riescono a raggiungere prezzi molto competitivi pari a 0,30-0,45 euro/watt di picco.

Per abbattere ulteriormente i prezzi del fotovoltaico Dughiero suggerisce di puntare sulla maggiore purezza del silicio e su wafer con uno spessore di 100 micron, nettamente più sottili rispetto alle tecnologie attuali spesse 150-180 micron.

Sul fronte della ricerca europea l’esperto segnala i progressi compiuti dall’Università di Padova, dall’ENEA e dal Fraunhofer Institut. Gli studi dei centri di ricerca italiani e tedeschi potrebbero abbassare i prezzi del fotovoltaico a 0,20 euro/watt di picco, sfruttando fabbriche modulari con una capacità produttiva di 300-400 MW.

L’ateneo veneto ha anche ideato un metodo per riciclare la polvere di silicio che si viene a creare nel processo di taglio dei lingotti, noto come wafering.

Tra le tecnologie fotovoltaiche più promettenti indicate da Dughiero figurano le celle solari tandem in perovskite. Questo materiale cristallino, più flessibile e versatile del silicio, consente di sfruttare una porzione dello spettro solare più ampia ed estende il campo di applicazione del fotovoltaico. L’efficienza della tecnologia potrebbe arrivare a sfiorare il 25-26%, permettendo di trarre il massimo dagli impianti fotovoltaici.

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