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Fotovoltaico: tagli retroattivi agli incentivi, è guerra in Spagna

Fotovoltaico: tagli retroattivi agli incentivi, è guerra in Spagna

La nuova legge, con effetto retroattivo, limita i profitti del settore fotovoltaico al 7,4% lordo: ma le associazioni di categoria annunciano denuncie ed esposti alla Commissione europea.

Dopo diversi annunci, il governo spagnolo ha emanato la legge che taglia retroattivamente gli incentivi sul fotovoltaico. Le modifiche, già attive, dall’inizio del mese, limiteranno l’incentivazione dei profitti al 7,4% lordo, ovvero il 5,5% al netto delle imposte.

Il disegno di legge sui tagli agli incentivi – un testo già contestato in fase di sviluppo – avrà effetto retroattivo, a partire dal 1 luglio 2013: ma le percentuali fissate, potrebbero scendere ulteriormente nel corso dei prossimi mesi.

Il decreto regio, dopo un anno di dibattito, è stato infine approvato dal Consiglio dei ministri il 6 giugno: oltre alle limitazioni retroattive degli incentivi, contiene anche oneri sull’autoconsumo.

Una battaglia che si annuncia ardua, quella di investitori e produttori, da mesi in agitazione: lo studio legale Holtrop SLP, che rappresenta oltre 1500 investitori spagnoli, ha già consegnato una denuncia alla Direzione Generale per l’Energia della Commissione europea.

Piet Holtrop, avvocato che difende gli investitori, ha spiegato alla rivista PV Tech:

La Commissione chiedere un parere motivato che spinga il governo a introdurre modifiche al nuovo sistema, che penalizza fortemente i produttori spagnoli e stranieri. Inoltre, la Commissione può rinviare il governo alla Corte di giustizia europea e, in caso di vittoria, imporre una multa talmente pesante da convincere il governo a derogare, piuttosto che a pagare l’infrazione.

Sul piede di guerra anche l’Unión Española Fotovoltaica (UNEF) che spiega, per bocca di José Donoso, direttore generale dell’organizzazione:

Il regio decreto approvato dal Consiglio dei ministri penalizza non solo il passato ma anche il futuro. Con l’incertezza giuridica creata, sarà molto difficile convincere gli investitori a tornare qui: si introduce così una quota di rischio che farà male alla competitività spagnola.

Secondo i detrattori della nuova legge, l’obiettivo del testo non sarebbe strettamente legato a una politica energetica ma, semplicemente, ai tentativi di ripianare il deficit generale del Paese.

Inoltre la Spagna potrebbe essere presa a modello da altri paesi come la Lituania, che ha già preparato un modello simile. Holtrop ha concluso:

In questo caso non vi è alcun deficit e nessuna crisi economica, solo un settore del gas molto forte che perde terreno rispetto al settore delle rinnovabili e vuole difendersene. E ‘un pericoloso precedente: se la Corte di giustizia ci darà ragione, la sentenza avrà un effetto positivo anche su altre regioni

Ma uno spiraglio di luce per produttori e investitori potrebbe arrivare, prima ancora che dalla Commissione europea, dai tribunali del Paese, dove ci sono già numerose denuncie per violazione della direttiva UE 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili.

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