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Fotovoltaico: Suntech licenzia operai cinesi per i dazi anti dumping

Fotovoltaico: Suntech licenzia operai cinesi per i dazi anti dumping

La Suntech Power, colosso del fotovoltaico, ha annunciato un calo della produzione nello stabilimento cinese di Wuxi. In centinaia perderanno il lavoro.

Secondo le stime di molti analisti di mercato, alla fine del 2012 potrebbe risultare ancora il secondo produttore mondiale di celle fotovoltaiche, eppure la Suntech Power Holdings Co. Ltd ha deciso di ridurre temporaneamente la capacità di produzione dello stabilimento di Wuxi, in Cina.

Una scelta che ha avuto ripercussioni su 1.500 dipendenti, che solo in parte saranno ricollocati in altri impianti produttivi. Per gli altri, l’unica prospettiva è quella del licenziamento. Secondo David King, il nuovo amministratore delegato dell’azienda, la colpa dei tagli sta nelle misure antidumping avviate da Stati Uniti e UE contro la presunta concorrenza sleale dei prodotti made in China. Sarebbero proprio le recenti inchieste e i dazi introdotti o paventati da diversi governi, stando ai vertici Suntech, alla base del calo delle vendite e di un conseguente eccesso nella produzione di moduli fotovoltaici.

Di qui la decisione di ridurre la capacità produttiva dello stabilimento cinese da 2,4 a 1,8 Gigawatt. Con buona pace del personale che rischia il posto di lavoro. Una stangata che, secondo alcuni organi di stampa, sarebbe solo l’ultima cattiva notizia per i dipendenti Suntech, dal momento che l’azienda avrebbe già licenziato, in passato, altri 4.000 addetti.

Il CEO David King, dal canto suo, si dice convinto della nuova linea aziendale:

Con una base di produzione più piccola saremo in grado di abbassare i costi, aumentare i tassi di utilizzo e migliorare le prestazioni del prodotto. Con queste e altre iniziative puntiamo a creare un modello di business sostenibile e tornare in positivo flusso nel 2013.

Chissà cosa ne pensano i lavoratori che sanno per essere mandati a casa. L’azienda, in ogni caso, conta, attraverso questa politica di tagli, di ridurre le spese di gestione del 20% rispetto ai livelli del 2011, nonostante gli esborsi inevitabili legati alle indennità di licenziamento.

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