Fotovoltaico: niente deroga a norma CEI 0-21 da AEEG

Fotovoltaico: niente deroga a norma CEI 0-21 da AEEG

L'AEEG nega ogni possibile deroga all'applicazione della norma CEI 0-21 al fotovoltaico. Allarme GIFI: migliaia di impianti resteranno senza incentivi.

Il comportamento dell’AEEG è “assurdo”. Il commento del GIFI al diniego ufficiale di deroga all’applicazione della norma CEI 0-21 per gli inverter degli impianti fotovoltaici, proveniente dall’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas, è senza appello. L’AEEG, in una nota, ha negato la possibilità di far slittare il termine, già trascorso a dire il vero, del primo luglio per l’entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico che impone l’uso delle protezioni SPI sui pannelli solari:

Le forti e condivisibili esigenze di sicurezza del sistema elettrico nazionale manifestate da Terna hanno reso necessario e urgente l’intervento dell’Autorità che, con la deliberazione 84/2012/R/eel (adottata lo scorso marzo), ha previsto l’obbligo di installazione di sistemi di protezione d’interfaccia rispondenti ai requisiti previsti dall’Allegato A70 al Codice di rete e dalla Norma CEI 0-21 nel caso di impianti da connettere in bassa tensione. Una disposizione analoga è già prevista, con effetti dallo scorso 1 aprile, nel caso di impianti da connettere alle reti di media tensione.

Proprio le sopra richiamate esigenze di sicurezza fanno sì che l’attuale sopraggiunta carenza di sistemi di protezione di interfaccia non possa essere motivo sufficiente per concedere deroghe al fine di posticipare la data dell’1 luglio 2012, in assenza di evidenze, da parte di Terna, dell’eventuale attenuarsi della situazione di emergenza attesa per l’estate e, in particolare, per il mese d’agosto. Infatti, il sistema potrebbe correre maggiori rischi, soprattutto in questi mesi estivi.

L’unica concessione da parte dell’AEEG agli operatori del fotovoltaico, che lamentano la grande difficoltà a trovare sul mercato i dispositivi di protezione omologati e denunciano già forti speculazioni sul prezzo dei pochi apparati disponibili, è una segnalazione al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al fine di verificare eventuali cartelli tra i costruttori o tra i rivenditori delle protezioni SPI.

A questo punto, quindi, è chiaro che migliaia di impianti fotovoltaici già pronti per essere allacciati in rete con il Quarto Conto Energia dovranno aspettare, con il serio rischio che si arrivi al 27 agosto e, di conseguenza, al meno ricco (e molto più burocratizzato) Quinto Conto.

Il presidente del GIFI, Valerio Natalizia, parla di un comportamento assurdo dell’AEEG che, pur riconoscendo il problema, non indica la soluzione:

L’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha preso atto della carenza di tali dispositivi ma non ha proposto nessuna possibile via di soluzione. Ad oggi milioni di euro di investimenti rischiano di essere seriamente compromessi: cosa che non possiamo permetterci in questa delicatissima fase di crisi finanziaria pena il definitivo affossamento dell’industria fotovoltaica italiana. Tanto più che i sistemi in questione non nascono per la salvaguardia del sistema elettrico nazionale. È ben noto infatti che l’obbligo di tali dispositivi sulla rete di bassa tensione nasce dall’esigenza di garantire il distacco completo e non parziale dell’impianto in occasione di perturbazioni sulla rete di bassa tensione, cosa certamente importante ma meno urgente della prima.

Secondo il GIFI, quindi, questa vicenda è penalizzante dal punto di vista economico ma non è poi così importante dal punto di vista tecnico. Non va dimenticato, tra l’altro, che da ieri è in vigore la possibilità per Terna di distaccare gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 100 kW in caso di problemi alla rete elettrica. Staccare del tutto gli impianti sopra i 100 kW e parzialmente quelli sotto tale soglia potrebbe essere già sufficiente.

A questo punto, conclude il GIFI, deve intervenire il Ministero dello Sviluppo Economico “a tutela e salvaguardia di centinaia di impianti già realizzati che rischiano a questo punto di non poter accedere a nessuna tariffa incentivante”. Nessuna perché, se ha potenza superiore ai 12 kW e perde il diritto di entrare nel Quarto Conto perché non viene allacciato alla rete entro il 27 agosto, l’impianto entra nella lotteria dei registri del Quinto. E, in questo caso, nessuno sa se e quando otterrà la tariffa incentivante.

Fonti: AEEG, GIFI

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