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Dazi fotovoltaico cinese: Europa discute su rinnovo provvedimenti

Dazi fotovoltaico cinese: Europa discute su rinnovo provvedimenti

Fonte immagine: skeeze

L'Europa torna a interrogarsi sulla necessità di mantenere i dazi nei confronti dell'importazione dei moduli fotovoltaici prodotti dalle aziende cinesi.

Nel 2013 l’Europa ha scelto di limitare l’importazione di pannelli solari dalla Cina, solitamente venduti a prezzi ridotti o comunque di gran lunga inferiori rispetto a quelli prodotti nel Vecchio Continente. Una misura il cui obiettivo principale era quello di scongiurare il rischio di una concorrenza sleale da parte delle aziende asiatiche (spesso appoggiate economicamente da Pechino), sostenendo l’attività di quelle locali impegnate nel settore del fotovoltaico.

Si è così scelto di introdurre dazi e di stabilire un MIP (Minimum Import Price) pari a 0,56 euro per ogni W. Le misure decadranno nel mese di marzo e la discussione in merito si fa sempre più accesa: da una parte chi pensa siano ormai anacronistiche e che debbano essere eliminate, in modo da favorire un nuovo slancio del settore (soprattutto per quanto riguarda progettazione, installazione e assistenza), dall’altra chi invece chiede di mantenerle per evitare l’ennesima contrazione di un business già in difficoltà (-16% nel 2016).

Della prima fazione fa parte SolarPower Europe, che auspica una cancellazione dei dazi per favorire una discesa dei costi e la creazione di nuovi impianti, mentre EU ProSun (di cui fa parte la tedesca SolarWorld) continua a sostenere una chiusura delle barriere nei confronti della Cina per difendere gli interessi di chi si occupa della produzione europea.

La Commissione EU, che si troverà a decidere di un tema tanto delicato (previa consultazione degli stati membri), dovrà tener conto anche delle pratiche non sempre corrette messe in campo da alcune realtà asiatiche per aggirare la legislazione antidumping, ovvero il dirottamento dei moduli da un Paese terzo prima della loro vendita in europa, così da evitare il pagamento dei dazi.

Una situazione complessa, dunque, nella quale chi si troverà a dover compiere una scelta avrà il non semplice compito di bilanciare tutti gli interessi in gioco, favorendo sia l’attività di coloro i quali nel corso degli anni ha investito nella realizzazione di impianti produttivi che la creazione di nuovi impianti a prezzi concorrenziali.

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