Fotovoltaico, le rinnovabili del futuro verranno dallo spazio

Fotovoltaico, le rinnovabili del futuro verranno dallo spazio

Dal fotovoltaico spaziale arriverà l'energia rinnovabile del futuro secondo quanto ha affermato l'Agenzia Spaziale Europea.

In un prossimo futuro le rinnovabili potrebbero passare, grazie al fotovoltaico, dalla fantascienza alla realtà. In questo senso si muovono i progetti dell’Agenzia Spaziale Europea, che guarda con crescente attenzione alla possibilità di produrre energia pulita nello spazio.

Il fotovoltaico spaziale rappresenta un modo, secondo l’ESA (European Space Agency), per contribuire a contrastare i cambiamenti climatici decarbonizzando le fonti energetiche. Inoltre una produzione svolta nello spazio potrebbe sfruttare la luce del Sole per 24 ore al giorno, oltre a non risentire del “filtro” svolto dall’atmosfera terrestre.

Questo sistema di produzione dell’energia permetterebbe di conseguenza di aggirare alcuni dei principali ostacoli legati alla transizione energetica verso le fonti rinnovabili. Tra questi senz’altro il fatto che non possano essere sfruttate in qualsiasi momento (ad esempio le ore notturne per il fotovoltaico e l’assenza di vento per l’eolico).

La prima ipotesi di fotovoltaico spaziale risale a circa 100 anni fa, a opera del russo Konstantin Tsiolkovsky‎‎. Per il primo “concept” di satellite fotovoltaico si è dovuto attendere lo statunitense (cecoslovacco di nascita) Peter Edward Glaser, che lo ha presentato nel 1968.

Attualmente tra le idee pratiche più promettenti figurano un sistema satellitare modulare progettato dal Caltech (California Institute of Technology). Questo consiste nell’invio di un elevato numero di piccoli satelliti, che una volta nello spazio dovrebbero unirsi per comporre un maxi pannello fotovoltaico.

Seconda ipotesi quella della University of Liverpool, che punta invece sulla realizzazione di fogli pieghevoli ultraleggeri allo scopo di permetterne l’invio e il successivo assemblamento nello spazio.
Cosciente delle attuali difficoltà tecniche l’ESA ha lanciato un concorso di idee per aiutare a superare quelli che sono considerati i principali “colli di bottiglia”, le difficoltà che frenano questo genere di tecnologia. A questo proposito l’ESA ha richiesto che le idee vengano proposte su questi specifici campi:

  • Nuovi concept di sistema per centrali solari spaziali per applicazioni su Terra, Luna o Marte.
  • Nuovi concept o tecnologie di sottosistemi con il potenziale per aumentare sostanzialmente la fattibilità tecnica o economica dell’energia solare spaziale.
  • Nuovi metodi di ridimensionamento e integrazione dell’energia solare spaziale nelle reti energetiche.
  • Nuove idee che sfruttano le opportunità offerte dalla costruzione nello spazio (uso di risorse nello spazio, eliminazione dei vincoli di lancio in termini di massa, dimensioni, requisiti strutturali, volume, ecc.).
  • Nuovi concept per dei precursori delle dimostrazioni nello spazio.

Fonte: ESA

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