Fotovoltaico: la Germania resisterà alla concorrenza cinese

Fotovoltaico: la Germania resisterà alla concorrenza cinese

Fotovoltaico e rinnovabili: la Germania soffre ma ce la farà. La sua quota del 15% del mercato globale dovrebbe reggere fino al 2025.

La Germania sopravviverà alla guerra del fotovoltaico e manterrà una quota del 15% del mercato globale delle tecnologie pulite. Ne è convinta la società di consulenza Roland Berger, che in un report pubblicato lunedì prevede una crescita per questo settore in Germania. Al momento il giro d’affari tedesco nella green economy è di circa 300 miliardi di euro l’anno, sui 2 trilioni totali a livello globale.

Nel 2025 quei 300 miliardi dovrebbero salire a 674, più del doppio, su un totale mondiale di 4,4 trilioni di euro. Tutto ciò nonostante la presenza di concorrenti molto aggressivi sul mercato internazionale. Come i cinesi, nei confronti dei quali i produttori tedeschi di fotovoltaico hanno chiesto e ottenuto una indagine antidumping della Commissione europea.

Un altro report, questa volta pubblicato dall’Agenzia federale tedesca per il Commercio e gli Investimenti e specifico sull’industria fotovoltaica, mette in luce come il 35% del mercato degli inverter sia coperto da aziende con sede e stabilimenti in Germania. Da notare, poi, che la Germania ha una filiera del fotovoltaico tra le più complete al mondo, fatta di aziende piccole e medie, centri di ricerca e fornitori di materiali e attrezzature. Anche il ministro dell’Ambiente, Peter Altmaier, si mostra fiducioso:

Le tecnologie verdi sono tecnologie per la crescita. Noi abbiamo ancora una posizione guida nelle tecnologie pulite e faremo di tutto per difenderla.

L’ottimismo è il profumo della vita, si sa, e in economia aiuta parecchio. Ma non sempre basta: mentre società d’analisi e ministri cantano vittoria, infatti, le aziende tedesche del fotovoltaico continuano ad avere problemi. Come Solarwatt AG, da mesi in procedura d’insolvenza, che a quanto pare sarà salvata da Stefan Quandt, miliardario tedesco che già possiede inieme alla madre Johanna oltre un terzo della BMW. Pochi giorni fa un’altra tedesca, Q.Cells, era stata venduta ai coreani.

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