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Fotosintesi artificiale: la ricerca italiana punta al batterio ibrido

Fotosintesi artificiale: la ricerca italiana punta al batterio ibrido

Un gruppo di ricerca del CNR di Bari studia una tecnica per combinare un centro fotosintetico di origine batterica con un assorbitore molecolare di sintesi.

Un sistema ibrido, formato sia da componenti naturali che sostanze sintetiche, in grado di migliorare l’assorbimento dell’energia solare e la sua trasformazione in elettricità. È l’ultima scoperta di un’equipe di ricerca dell’Istituto per i processi chimico-fisici del Consiglio nazionale delle ricerche (IPCF-CNR) di Bari.

In pratica, l’idea è quella di combinare parte del sistema fotosintetico di un batterio con una molecola di sintesi, in grado di migliorare l’efficienza di assorbimento della luce solare dell’apparato naturale. L’idea di associare elementi artificiali e naturali non è nuova, in realtà, ma finora erano stati impiegate delle speciali nanostrutture realizzate con materiali semiconduttori, i cosiddetti “quantum dots“.

I ricercatori baresi, invece, hanno utilizzato per la prima volta una tecnologia diversa, basata su un assorbitore molecolare sintetico ideato appositamente. In pratica si tratta di una sorta di “antenna artificiale” in grado di assorbire efficacemente l’energia solare e trasferirla al centro fotosintetico di origine batterica.

Spiega Massimo Trotta dell’ IPCF-CNR:

Questo consente di potenziare l’attività del microrganismo, estendendola a una regione dello spettro della luce solare che non viene assorbita dal sistema biologico originario, dimostrando che è possibile disegnare ibridi organico-biologici che, in opportune condizioni, risultino più performanti del sistema naturale.

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