Formula E: 5 cose da sapere

Formula E: 5 cose da sapere

Fonte immagine: Nissan

La Formula E torna a Roma: ecco alcune cose poco note sulla competizione tra bolidi elettrici.

Torna a Roma per il secondo anno di fila il circo della Formula E, la competizione motoristica elettrica che nella capitale terrà sabato 13 aprile la settima prova della stagione articolata in 13 gare spalmate su 12 Paesi di cinque continenti. Il campionato, che ufficialmente si chiama ABB Fia Formula E, è giunto alla quinta edizione e vi partecipano 11 squadre per 22 piloti. Fra loro, anche nomi noti della F1 come Lucas Di Grassi, Jean-Éric Vergne (che è il detentore del titolo), JérômeD’Ambrosio, Sébastien Buemi, Nelson Piquet Jr. e forse il più noto di tutti, Felipe Massa, che nella classe regina ha disputato ben 272 gran premi raccogliendo 1.167 punti. Molti altri ne sono passati nelle quattro stagioni trascorse.

Fra i team ci sono scuderie, brand e motorizzazioni molto note: da Nissan e.dams a Geox Dragon passando per Audi Sport Abt Schaeffler, Bmw i Andretti Motorsport, DS Techeetah Formula E Team, Envision Virgin Racing, Hwa Racelab, Mahindra Racing, Nio Formula E team, Panasonic Jaguar Racing e Venturi Formula E team. Chissà se la Ferrari sceglierà mai di partecipare: per lo spagnolo Alejandro Agag, patron della corsa e Ceo di FE, “avere la Ferrari sarebbe un sogno: è un marchio leggendario, ma bisogna capire quale sarà la sua strada nell’elettrico”.

Al momento in testa al campionato c’è António Félix da Costa con 62 punti davanti a D’Ambrosio con 61 e Vergne con 54. Dopo Roma il campionato farà tappa a Parigi il 27 aprile, Monaco l’11 maggio e ancora Berlino, Berna e un doppio turno di chiusura a New York.

Rispetto allo scorso anno, però, molte cose sono cambiate. Le corse hanno guadagnato ancora più fascino e vivacità anche grazie a una serie di modifiche al regolamento che le rendono più gustose. Ma anche grazie alle nuove monoposto, che sfoggiano una potenza di 250 kW dai 200 della passata stagione, che in gara si abbassa a 225 kW, in grado di toccare una velocità massima di 280 km/h, con accelerazione da 0 a 100 in appena 2.8 secondi. Ecco alcune cose che forse non sai della Formula E.

  1. I percorsi sono tutti cittadini. Le gare di Formula E non si tengono, come accade nella maggior parte dei casi per la F1, nei circuiti dedicati magari fuori dalle città. I tracciati, come accade all’Eur di Roma, sono ricavati nei centri urbani grazie all’impatto nullo delle emissioni delle automobili (full electric) e ai programmi, portati avanti anche con Enel e altri partner, di progressiva riduzione del peso energetico anche dell’interno villaggio. A Roma il tracciato – lungo 2,82 km per 22 curve totali – parte più o meno di fronte alla Nuvola di Fuksas per poi passarle di fianco e svoltare a sinistra verso il Palazzo dei Congressi (dove ci sono i box) per proseguire su via dell’Industria, svoltare su via delle Tre Fontane, tornare indietro su viale dell’Agricoltura e rientrare verso piazza Marconi e il suo obelisco.
  2. Da quest’anno le gare non sono organizzate in base ai giri di pista ma al tempo. Durano 45 minuti a cui si aggiunge un ultimo giro per consolidare le posizioni e transitare sotto la bandiera a scacchi. La gara si potrà vedere online e in tv sulla pagina Facebook e YouTube (prove libere), su Eurosport (qualifiche e superpole) e anche su Italia 1 (gara).
  3. Non si cambierà più l’automobile. Alcuni ricorderanno forse che nelle precedenti edizioni i piloti dovevano rientrare ai box e saltare rapidamente su un’altra auto a causa della limitata capienza della batteria. Con la seconda generazione di vetture, la Gen2, e la batteria con capacità doppia, quel passaggio un po’ circense dunque non servirà più. Questo non significa che non bisognerà fare molta attenzione alla strategia. Le nuove monoposto elettriche sono mostri da 272 CV con pacco batterie da 54 kWhe dotate di un sistema di recupero dell’energia che dovrà pesare per il 20% circa della percorrenza. La carica iniziale non è, da sola, sufficiente a coprire i tre quarti d’ora della corsa.
  4. Un po’ come con il Kers in F1, anche in FE i piloti possono decidere, in questo caso non in base al distacco dall’avversario ma alle zone, di attivare in determinate zone del tracciato un surplus di potenza che sarà segnalato sull’“halo”, il sistema di protezione dei piloti (anche questo come quello della F1), che si illuminerà con dei Led: così i tifosi potranno capire che quell’auto sta sfruttando il turbo. In quelle aree i piloti possono infatti abilitare una configurazione della monoposto da 306 cavalli.
  5. La gara è fissata per le 16 ma in Formula E tutto si svolge in un’unica giornata. Dalle 7.30 del mattino i piloti potranno svolgere prove libere fino alle 8.15. Così come dalle 10 alle 10.40. Poi si inizierà con le qualifiche (prima fase dalle 11.45 alle 12.50) dopo le quali si terrà la superpole, la sfida fra i sei piloti più veloci per aggiudicarsi la testa della griglia di partenza (dalle 12.20 alle 12.50). Infine il via.

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