Foreste in Alaska: Trump ne permetterà l’abbattimento

Foreste in Alaska: Trump ne permetterà l’abbattimento

Fonte immagine: Unsplash

Le foreste dell'Alaska rischiano di essere abbattute, per decisione di Donald Trump: protestano i gruppi ambientalisti, esultano le industrie.

Le foreste in Alaska potranno presto essere abbattute affinché le imprese statunitensi possano ricavarne legname. È questa la conferma che arriva da Donald Trump, pronto ad approvare le proposte di legge sulla Tongass National Forest nonostante la protesta dei gruppi ambientalisti negli ultimi mesi.

Le aree boschive a sud dell’Alaska sono oggi protette da speciali normative ambientali, volute dalle precedenti amministrazioni. Non è quindi possibile tagliare alberi, né sfruttarne le risorse minerarie. D’altronde, la Tongass National Forest si estende per ben 68.000 chilometri quadrati e rappresenta uno dei polmoni verdi degli Stati Uniti. A inizio anno, tuttavia, Donald Trump aveva promesso di cancellare queste leggi.

Trump e le foreste

Come già accennato, da più di due decenni tutta la foresta dell’Alaska è protetta da speciali normative, raccolte nelle “Roadless Area Conservation Rules”. Su pressione dell’amministrazione Trump, l’area della Tongass potrebbe però essere esclusa da queste protezioni, anche in collaborazione con l’US Forest Service.

Il Presidente vorrebbe impiegare quest’area a scopi produttivi, poiché ricca di legni pregiati e di minerali. L’obiettivo è quello di permettere l’abbattimento degli alberi per il recupero di legname, così come la costruzione di miniere per la raccolta di metalli preziosi. Il tutto predisponendo nuove strutture e strade, con un grande impatto sugli habitat naturali del posto.

I senatori repubblicani hanno appoggiato l’iniziativa di Trump, in particolare Lisa Lisa Murkowski, rappresentante proprio dell’Alaska. Secondo il politico, le leggi in vigore sarebbero “paralizzanti” per lo sviluppo della regione. Ma non sono dello stesso avviso i cittadini dello Stato, le associazioni ambientaliste e addirittura i cacciatori, i quali hanno promesso battaglia:

Dipendiamo dalla Tongass National Forest. Combatteremo per proteggerla.

Sulla decisione è intervenuto anche Andy Moderow, direttore dell’Alaska Wilderness League:

L’amministrazione ha deciso di continuare a spendere decine di milioni di dollari l’anno per espandere l’abbattimento di alberi, il tutto per un’industria del legname morente. Questo è pessimo per le persone, per un’economia sostenibile e per la fauna selvatica.

Anche i climatologi sono sul piede di guerra, pronti a sottolineare come la scomparsa delle foreste in Alaska porterà a un inasprimento dei cambiamenti climatici. Solo la Tongass National Forest compensa tra l’8 e il 15% di tutte le emissioni di CO2 prodotte negli Stati Uniti.

Fonte: Guardian

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