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Foresta pluviale e biodiversità a rischio in Congo: colpa delle nuove strade

Foresta pluviale e biodiversità a rischio in Congo: colpa delle nuove strade

Fonte immagine: dzika_mrowka via iStock

Con quasi 86mila chilometri di strade nuove dal 2000 a oggi, il Congo sta distruggendo una delle aree verdi più importanti del pianeta.

Il Bacino del Congo, una delle più grandi aree verdi al mondo, è minacciato da continue e devastanti deforestazioni. La denuncia arriva da una ricerca satellitare della James Cook University, che ha scoperto il continuo crescere delle strade nel grande stato africano. Un incremento quasi quadruplicato rispetto al passato: 86mila chilometri in più rispetto ai primi anni 2000, una quantità pari a 15 volte l’intera rete stradale italiana.

Una situazione che può rivelarsi devastante per il riscaldamento globale e la sopravvivenza delle specie in loco: negli ultimi dieci anni, le popolazioni di gorilla e scimpanzé si sono ridotte in maniera rilevante, in aggiunta a una popolazione di elefanti ridotta di quasi due terzi.

Dati preoccupanti che si aggiungono alle stime di numerosi ricercatori mondiali, che attribuiscono a questo angolo di mondo l’assorbimento di circa il 20% della Co2 presente sul nostro pianeta. Aspetti rilevanti, che si aggiungono ai danni causati dall’intensa attività di disboscamento per legname. Frutto di un accordo tra l’ex Zaire e la Cina, la produzione di legname in loco interessa un’area pari a 650mila ettari di foreste vergini, consegnate dallo stato centrafricano al governo di Pechino.

Una tendenza che, nelle parole di Bill Laurence, coautore della ricerca, assomiglia quasi a una lotta tra gatto e topo:

Deforestazione illegale, bracconaggio, miniere abusive e speculazione stanno rovinando uno dei patrimoni più preziosi del Pianeta Terra. Il disboscamento industriale è la chiave economica per la costruzione di gran parte delle strade: molte nuove vie vengono abbandonate, ma altre sono utilizzate da agricoltori che tagliano e bruciano i terreni per renderli coltivabili, oltre che dai bracconieri per penetrare all’interno delle foreste pluviali sopravvissute.

Secondo dati Global Watch, nel solo 2018 oltre 12 milioni di foreste tropicali sono andate distrutte, di queste circa 3 milioni sono originarie, ovvero con una capacità di assorbimento maggiore. Un intero continente che si sta depauperando: se nel 2002 Brasile e Indonesia rappresentavano il 71% dell’intera deforestazione mondiale, oggi son scese al 46%, con un ruolo sempre maggiore rappresentato dal continente africano, soprattutto equatoriale.

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