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Fondi UE per rinnovabili ed efficienza: l’Italia non ne approfitta

Fondi UE per rinnovabili ed efficienza: l’Italia non ne approfitta

Nonostante la crisi, il nostro Paese non approfitta degli ingenti finanziamenti europei in materia di rinnovabili e efficienza energetica. Sprecati miliardi di euro.

Il report che la Corte dei Conti ha reso noto in questo ore racconta di una specie di disastro finanziario o, se vogliamo, della solita cattiva gestione italiana delle opportunità messe in gioco dalla Comunità Europea. In un periodo di crisi, in cui gli investimenti sul territorio e lo sviluppo latitano, i fondi europei per l’efficienza energetica e lo sviluppo e la diffusione delle rinnovabili stanno rimanendo quasi del tutto non sfruttati.

Inutile ricordare l’importanza strategica – e, quindi, non solo ecologica – di questi due settori: le rinnovabili rappresentano al giorno d’oggi uno dei campi più redditizi dal punto di vista finanziario e le nuove tecniche per aumentare l’efficienza energetica degli edifici permettono di abbattere in maniera sensibile i costi per il loro mantenimento. Eppure, se il Quadro strategico nazionale 2007-2013 mette a disposizione qualcosa come 4 miliardi di euro per questi due settori, fino ad ora il nostro Paese – ad un anno dalla scadenza di questi fondi – ne ha sfruttato solamente il 25%.

Il rischio è che tutte le domande si concentrino nelle ultime ore, in un rush finale che rischia di fare più danni che altro. Per non palare della possibilità concreta che parte di questi finanziamenti risulti alla scadenza, effettivamente non utilizzato.

Se il Sud è risultato disastroso, chiedendo una quantità davvero esigua di fondi, a fronte della grande opportunità che gli si offriva, anche il Nord del Paese questa volta non ha brillato in efficienza. Insomma, se l’Europa sembra al giorno d’oggi non chiederci che sacrifici su sacrifici per tenere in ordine i nostri conti, è anche vero che le nostre istituzioni (e le nostre imprese) non sembrano in grado di gestire al meglio le offerte positive che l’UE ha fatto in questi anni. E quando queste offerte potrebbero essere utilizzate per rendere l’Italia un Paese più moderno dal punto di vista del rispetto dell’ambiente e del contenimento dell’inquinamento, la cosa fa ancora più rabbia.

Regioni con una forte necessità di rilancio economico come Calabria, Campania, Puglia, Sicilia hanno utilizzato finora appena 292 milioni di euro, cioè il 10% di quanto era in loro potere. E forse questo dato non ha bisogno di commenti ulteriori, sintetizzando bene la gravità della situazione.

Fonti: QualeEnergia.it

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