Fondali italiani, ISPRA: come discariche, 77% rifiuti è di plastica

Fondali italiani, ISPRA: come discariche, 77% rifiuti è di plastica

Fonte immagine: richcarey / iStock

Plastica inquilino scomodo dei fondali marini italiani, con Sicilia e Sardegna tra le più colpite da questo fenomeno.

Fondali marini come vere e proprie discariche per rifiuti di plastica. Questo il bilancio dei dati forniti dall’ISPRA e dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), di cui l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale fa parte insieme ad altri enti, nell’ambito dell’attività di monitoraggio della salute dei mari italiani.

Secondo i dati diffusi da ISPRA sui fondali marini giacerebbe oltre il 70% del “marine litter”. Di questo quantitativo circa il 77% è costituito da frammenti od oggetti in plastica. Il poco confortante primato in Italia spetta al mare della Sicilia, tra le discariche marine più rilevanti con più di 670 chilogrammi di rifiuti rinvenuti e corrispondenti a 786 oggetti.

Segue il mare dell’altra isola maggiore, la Sardegna, che da sola “vanta” 403 oggetti a fronte di un peso totale pari a circa 86,55 chilogrammi. Indicatori di quello che è un sempre più compresso stato di salute del Mar Mediterraneo, nel quale finiscono oltre 570mila tonnellate di plastica ogni anno (report WWF, giugno 2019).

Inquinamento da plastica che vede alcune associazioni attaccare le grandi multinazionali, ritenute tra i maggiori responsabili di tale fenomeno. Come ha affermato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace:

Nonostante le crescenti prove scientifiche sui danni irreversibili che l’inquinamento da plastica può causare, la produzione aumenterà drasticamente nei prossimi anni. Le multinazionali continuano a promuovere come sostenibili alternative che in realtà non lo sono e che rischiano di generare ulteriori impatti su risorse naturali già eccessivamente sfruttate, come le foreste e i terreni agricoli.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Beach Litter 2019: intervista a Stefano Ciafani – Legambiente