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Festival del Giornalismo Alimentare, Pecoraro Scanio: dieta mediterranea salverà il Pianeta

Festival del Giornalismo Alimentare, Pecoraro Scanio: dieta mediterranea salverà il Pianeta

Fonte immagine: iStock

Al Festival del Giornalismo Alimentare al centro il tema del cibo anche come fattore di mitigazione dei cambiamenti climatici, l'intervento di Alfonso Pecoraro Scanio.

Il Festival del Giornalismo Alimentare si è aperto ieri a Torino, presso il Centro Congressi Lingotto. Una tre giorni che durerà fino a domani e che mette al centro il cibo, anche dal punto di vista dell’impatto che le nostre abitudini alimentari hanno sul Pianeta.

Tra gli speaker della manifestazione anche Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde ed ex ministro dell’agricoltura, che ha centrato il suo intervento sull’importanza della dieta mediterranea in occasione del convegno “10 anni di Dieta mediterranea: da salva vita a salva Pianeta”.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Pecoraro Scanio che ha sintetizzato così il suo intervento che tende a sottolineare il valore della dieta mediterranea, ancor più in questo momento storico e politico:

Alfonso_Pecoraro_Scanio_Festival_Giornalismo_Alimentare

“La dieta mediterranea è una sfida in positivo sotto tanti aspetti. Per il sostegno all’agricoltura familiare, identitaria, per la connessione con le tradizioni di un’area importante come il Mediterraneo, per la capacità di valorizzare un’agricoltura che può essere, e deve diventare sempre più una agricoltura biologica, per entrare nella filiera dell’agroecologia, prevista peraltro dalla FAO.

Allo stesso tempo, e questo è il tema dell’iniziativa di oggi al Festival del giornalismo alimentare, la dieta mediterranea è un fattore di lotta al cambiamento climatico, perché è una dieta che prevede un consumo molto ridotto di carne rossa, che ha un impatto particolarmente rilevante sul tema delle emissioni climalteranti e prevede un grande uso di legumi, di frutta e verdura, nel rispetto della stagionalità. Una serie di aspetti che rendono la dieta mediterranea a basso impatto ambientale.

Aggiungerei un ultimo aspetto importante, che poi sta dietro al riconoscimento Unesco avvenuto nel 2010 come patrimonio immateriale, che non è solo un riconoscimento al cibo che uno mangia, la valorizzazione da parte dell’Unesco punta anche alla convivialità, ai rapporti interpersonali, ai rapporti umani, agli interscambi, alla capacità del Mediterraneo di essere luogo di scambio di cultura e di civiltà, quindi anche questo un aspetto oggi particolarmente importante”.

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