Fanghi tossici: Comuni e Regioni ne vietano lo spargimento nei campi

Fanghi tossici: Comuni e Regioni ne vietano lo spargimento nei campi

Fonte immagine: Spencer Pugh / Unsplash

Alcune amministrazioni regionali si sono mosse già contro i fanghi tossici di depurazione oggetto del Decreto Genova: vietato lo spargimenti nei campi.

Molte amministrazioni regionali si stanno attivando per contrastare lo spargimento nei campi dei fanghi tossici. Tali fanghi di depurazione sono delle materie solide contenute nelle acque reflue. La loro formazione è dovuta ai processi che intervengono negli impianti di depurazione. Si tratta in sostanza di ciò che viene estratto dalle acque durante la depurazione attraverso l’uso di specifici impianti.

Il problema consiste nel fatto che spesso questi fanghi tossici di depurazione conterrebbero delle sostanze inquinanti, degli elementi che si rivelerebbero nocivi per l’ambiente e la salute. Il Decreto Genova ha modificato le regole previste per la presenza di sostanze inquinanti tollerate all’interno dei fanghi, spesso utilizzati come fertilizzanti nei campi.

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Si è avuto un ampliamento dei limiti che non è piaciuto a molti enti locali. Per questo diverse Regioni si sono attivate. La Lombardia ha deciso che non sarà più possibile utilizzare i fanghi tossici di depurazione in 170 Comuni. Fabio Rolfi, assessore lombardo all’agricoltura, ha dichiarato:

I fanghi di uso civile non hanno nulla in più rispetto al letame delle nostre stalle, che è già più che sufficiente per concimare e arricchire i nostri terreni e devono essere considerati come integrativi e non sostitutivi della materia organica.

La stessa iniziativa si è avuta in Basilicata, come ha specificato l’assessore Luca Braia, che si è dichiarato contrario all’articolo 41 della normativa stabilita dal Governo nazionale che riguarda l’uso dei fanghi di depurazione.

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