Falso succo di mela biologico: scoperta maxi truffa

Falso succo di mela biologico: scoperta maxi truffa

Fonte immagine: rawpixel via Pixabay

Un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Pisa ha scoperto un sistema di false certificazioni alimentari e frodi nel settore biologico.

Il mercato dei prodotti biologici è sempre più una realtà importante nel nostro paese, con un fatturato complessivo di oltre 3 miliardi di euro e una crescita costante. Un’abitudine consolidata per gli italiani, che attira le frodi e le truffe dei soliti noti. Come nel caso di due imprenditori pisani, protagonisti di una maxi frode nella fabbricazione di succo di mela biologico.
Scoperto dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi e dalla Guardia di Finanza di Pisa, il sistema prevedeva la produzione e distribuzione all’ingrosso di una bevanda a base di concentrato di mela, addizionata con sostanze zuccherine e acqua: un procedimento incompatibile con la qualifica bio. In aggiunta a ciò, dai controlli sono emerse materie prime ricche di micotossine e contaminate da agenti chimici non ammessi nell’agricoltura biologica, come pesticidi, fungicidi e insetticidi. Una volta confezionate, le bottiglie venivano commercializzate con documentazioni volte a falsificarne l’origine, la natura e la qualità. Le indagini hanno portato al sequestro di 1400 tonnellate di prodotto, per un valore totale di 6 milioni e mezzo di euro.

Secondo dati Coldiretti, il falso bio colpisce 6 italiani su 10, mettendo a repentaglio un settore occupazionale che vanta circa 70mila addetti: nel solo 2018, sono state sequestrate 15 tonnellate di alimenti che non disponevano dei criteri necessari.

Le raccomandazioni del Ministero delle Politiche Agricole sono di preferire produzioni locali e non estere, di acquistare direttamente dal produttore, di non confondere la bellezza con la purezza di frutta e ortaggi. È estremamente importante prestare attenzione all’etichetta, formata da 12 stelle bianche su fondo verde o nero, e alle indicazioni su nazione o zona di provenienza, metodo di produzione, codice dell’azienda produttrice, marchio, nome e numero di autorizzazione di uno degli enti di certificazione autorizzati dal Ministero.

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