Facebook accusata di favorire i negazionisti del clima

Facebook accusata di favorire i negazionisti del clima

Facebook sotto accusa da parte degli scienziati esperti di cambiamenti climatici: il colosso social avrebbe consentito post negazionisti non dimostrabili.

Bufera su Facebook, accusata di favorire la propaganda dei negazionisti climatici. Pietra dello scandalo un post pubblicato da Coalition CO2 sulla piattaforma social, riportante il messaggio “Il mondo ha bisogno di bruciare più combustibili fossili“. Inizialmente nascosto dal sito perché ritenuto “falso”, il post sarebbe stato autorizzato in seguito da un dipendente FB e quindi reso nuovamente visibile. A portare alla ribalta delle cronache il caso gli scienziati che compongono Climate Feedback, un team che si occupa di campagne di “fact-checking” su tematiche legate al clima.

Nato come articolo di opinione sul giornale conservatore Washington Examiner, Coalition CO2 ha diffuso il testo tramite Facebook. Secondo quanto rilevato da Climate Feedback il post avrebbe ricevuto un inspiegabile via libera da uno dei dipendenti, pur in assenza di fatti a supporto delle affermazioni. La rimozione del blocco ha permesso alla pagina di sponsorizzare il contenuto, ampliando esponenzialmente il numero dei riceventi.

Via libera che si è esteso anche ad altri post, sottolineano gli scienziati, incluso quello nel quale Coalition CO2 affermava:

Stiamo salvando le persone del Pianeta dalle persone che affermano di salvare il Pianeta.

Tra i negazionisti più attivi sulla pagina figura Pat Michaels, scienziato impegnato da decenni nel contrastare l’approvazione negli USA di normative che limitino la produzione di CO2. Come ha dichiarato Michaels a E&E News, la sua intenzione è di utilizzare con costanza Facebook per arrivare a un numero sempre maggiore di cittadini conservatori. Il tutto per convincerli che i cambiamenti climatici non sarebbero un problema reale.

Climate Feedback contro Facebook

La questione ha portato Climate Feedback ad attaccare direttamente Facebook sul tema del negazionismo. Il gigante social non ha al momento risposto alle accuse mosse dagli scienziati. Ha dichiarato Andrew Dessler, membro del team e scienziato della Texas A&M University, riferendosi a FB e agli altri social:

Permette alle persone di vivere in queste bolle dove sentono solo le informazioni che vogliono. È un modo potente per disinformare le persone. Permette alle persone di vivere in una bolla in cui non devi mai confrontarti con idee che non vuoi affrontare.

Fonte: E&E News

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