Una balena a Piazza di Spagna: Greenpeace contro la caccia alle balene

Una balena a Piazza di Spagna: Greenpeace contro la caccia alle balene

Una gigantesca balena gonfiabile di 15 metri è comparsa sulla celeberrima scalinata in Piazza di Spagna, a Roma, con uno striscione riportante il grido d’allarme “Le balene non sono in vendita”. È andata in scena così, nella capitale, la protesta di Greenpeace per portare l’opinione pubblica a conoscenza di quanto sta accadendo ad Agadir, in […]

Una gigantesca balena gonfiabile di 15 metri è comparsa sulla celeberrima scalinata in Piazza di Spagna, a Roma, con uno striscione riportante il grido d’allarme “Le balene non sono in vendita”. È andata in scena così, nella capitale, la protesta di Greenpeace per portare l’opinione pubblica a conoscenza di quanto sta accadendo ad Agadir, in Marocco, dove prende oggi il via la 62esima riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC), che deciderà le sorti di questi grandi cetacei in tutto il mondo.

L’associazione ambientalista punta il dito contro il dilagante fenomeno della corruzione che mina l’attendibilità delle decisioni prese dalla commissione: paesi ricchi e fortemente interessati ad ottenere il via libera alla caccia delle balene verserebbero puntualmente ingenti somme di denaro nelle casse degli stati più poveri e nelle tasche dei loro rappresentanti, così da comprarsene il voto. Realtà come Giappone, Norvegia e Islanda potrebbero dunque veder legittimata la loro attività mediante corruzione, vedendo decadere la moratoria in vigore da ormai 24 anni.

L’Italia è un paese apertamente schierato contro la caccia alle balene, ma questo non basta. È necessaria una netta e decisa presa di posizione in merito, con una denuncia formale nei confronti dei sopraccitati comportamenti di compravendita dei voti. Jinichi e Toru, due attivisti giapponesi che hanno portato a galla il fenomeno interno al IWC, ora rischiano oltre un anno di carcere per la loro azione. È giunto il momento di reagire, questa la richiesta della ONG.

Greenpeace, nel frattempo, rimane in attesa che il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Giancarlo Galan (responsabile italiano per la Commissione) e il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo rispondano alle lettere inviategli in merito alla vicenda.

Informazioni sull'evento
Data 21 Giugno 2010

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