Obama contro i cambiamenti climatici nel giorno dell’Earth Hour

Obama contro i cambiamenti climatici nel giorno dell’Earth Hour

Sabato scorso il mondo ha vissuto l’Earth Hour, che ha portato al buio per un’ora il Colosseo a Roma, la torre Eiffel a Parigi, l’Empire State Building a New York, le strade del vizio a Las Vegas, fino alla città proibita a Pechino (per quanto in quest’ultima località l’evento è stato in dubbio fino all’ultimo, […]

Sabato scorso il mondo ha vissuto l’Earth Hour, che ha portato al buio per un’ora il Colosseo a Roma, la torre Eiffel a Parigi, l’Empire State Building a New York, le strade del vizio a Las Vegas, fino alla città proibita a Pechino (per quanto in quest’ultima località l’evento è stato in dubbio fino all’ultimo, perché coincideva con la nuova festività propagandista per festeggiare la “liberazione del Tibet” da parte dell’esercito cinese e l’inizio dell’esilio del Dalhai Lama).

L’evento organizzato dal WWF ha portato milioni di persone in ogni angolo del mondo (più di 3929 città di 88 paesi hanno aderito) a fare a meno dell’uso della corrente per un’ora, dando vita ad un momento di pausa e di riflessione globale sul grave problema del surriscaldamento terrestre.

Con l’occasione, è arrivata la prima concreta indicazione delle intenzioni della nuova amministrazione americana in materia politica internazionale nella lotta ai cambiamenti climatici.

Fino ad ora, le buone iniziative prese dentro i confini nazionali dal presidente Obama avevano fatto ben sperare il mondo sul radicale cambiamento degli Stati Uniti in campo diplomatico in tematica ambientale. Specie in un anno dall’importanza cruciale come quello in corso, in cui la conferenza di dicembre di Copenaghen stabilirà il dopo Kyoto, e quindi indirizzerà le politiche globali contro i cambiamenti climatici degli anni a venire.

Ma mai ancora l’amministrazione aveva preso una posizione chiaramente delineata in politica estera. Ecco invece, in concomitanza con l’Earth Day, e negli stessi giorni in cui l’EPA (l’agenzia per l’ambiente USA), interrompe la lunga storia negazionista dell’amministrazione Bush relativa alla stima dei danni sociali dei cambiamenti climatici, arrivare la dichiarazione di Obama, che sembra confermare le buone aspettative.

Il presidente USA ha tenuto un discorso per esprimere di sua spontanea iniziativa l’urgenza di stabilire nuove politiche decise in materia di lotta ai cambiamenti climatici. A questo atto pubblico, hanno fatto seguito due iniziative di grande interesse.

Da una parte, l’invito alle 16 maggiori economie glibali di prendere parte ad un forum sul clima a Washington il 27 e il 28 aprile prossimi; poi l’invio di una lettera al nostro governo, per sollecitare la presenza di un incontro interamente dedicato al clima nell’ambito del prossimo G8, in programma dall’8 al 10 luglio in Italia, nell’isola della Maddalena.

L’argomento clima fa già parte delle principali tematiche del summit italiano, ma la richiesta specifica è quella di fare un’ulteriore vertice dedicato a margine (MeF – Mejor economies Forum), che faccia da seguito all’incontro di Washington, per rafforzarne la rilevanza, e intavolare le trattative globali per Copenaghen 2009, che si preannunciano estremamente delicate dopo i modesti risultati del vertice 2008.

Informazioni sull'evento
Data 30 Marzo 2009

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