L’Onu boccia il G8 sull’ambiente

L’Onu boccia il G8 sull’ambiente

Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, giudica insufficiente l’accordo in materia di lotta al global warming raggiunto dai paesi del G8 (Germania, Canada, Usa, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Russia) riuniti a L’Aquila (8-10 luglio) sotto la presidenza italiana. Con queste premesse è difficile che l’incontro dei rappresentanti del MEF (Major Economies Forum, il 90% […]

Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, giudica insufficiente l’accordo in materia di lotta al global warming raggiunto dai paesi del G8 (Germania, Canada, Usa, Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone e Russia) riuniti a L’Aquila (8-10 luglio) sotto la presidenza italiana.

Con queste premesse è difficile che l’incontro dei rappresentanti del MEF (Major Economies Forum, il 90% dell’economia mondiale, 75% di CO2 prodotta), in programma nella seconda parte del summit internazionale, possa ribaltare la valutazione non proprio lusinghiera espressa da una delle massime autorità della “governance” mondiale.

Mentre Europa e Stati Uniti, con molte difficoltà e contraddizioni, si sono avviate nella direzione di un controllo e di un ridimensionamento delle emissioni di gas serra, i paesi emergenti faticano ad assumersi la loro quota di responsabilità storica per la tutela dell’ambiente.

L’obbiettivo di dimezzare le emissioni globali entro il 2050, stabilito come dichiarazione d’intenti dal documento “Responsible leadership for a sustainable future” approvato dal G8, non è condiviso da India e Cina, disposti tutt’al più a riconoscere la necessità di contenere il rialzo della temperatura media globale entro i 2° C rispetto ai livelli pre-industriali, accettato da europei e statunitensi.

Per aiutare le potenze in via di sviluppo verso il passaggio ad un’economia low-carbon sono necessari ingenti finanziamenti cui in parte le nazioni più avanzate devono contribuire, dando la possibilità ai governi meno ricchi di gestire la transizione.

Gli scienziati e i climatologi di European Climate Foundation in una lettera aperta inviata ai leader del MEF convenuti in Italia invitano a riconoscere che

l’impatto degli attuali cambiamenti climatici deve essere imputato principalmente alle passate emissioni delle nazioni sviluppate e che per perseguire obbiettivi di crescita sostenibile occorre fornire un significativo supporto finanziario ai paesi meno ricchi per limitare i danni ambientali e contenere la deforestazione

Informazioni sull'evento
Data 9 Luglio 2009

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