La finanza per un accordo mondiale sul clima

La finanza per un accordo mondiale sul clima

Investor Network on Climate Risk (INCR), Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC), Investor Group on Climate Change (IGCC, Australia/New Zealand) in una recente dichiarazione congiunta invitano capi di stato e capi delegazioni del negoziato UN Framework Convention on Climate Change, prossimamente riuniti a Poznan, a concludere un forte accordo globale sul clima entro la […]

Investor Network on Climate Risk (INCR), Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC), Investor Group on Climate Change (IGCC, Australia/New Zealand) in una recente dichiarazione congiunta invitano capi di stato e capi delegazioni del negoziato UN Framework Convention on Climate Change, prossimamente riuniti a Poznan, a concludere un forte accordo globale sul clima entro la fine del 2009 e per il periodo successivo al 2012.

Questa rete finanziaria che raggruppa un numero significativo di investitori istituzionali rappresenta un valore di miliardi di dollari di capitali virtualmente a disposizione per sostenere produzione e tecnologia sostenibile e favorire la ripresa economica.

Peter Dunscombe, presidente di IGCC, spiega il senso dell’iniziativa:

Invitiamo i leader mondiali a fornire il quadro politico che aiuterà gli investitori a guidare i flussi finanziari necessari per far fronte alla crisi. Un forte accordo globale sarà per imprese, governi e investitori un incentivo ad agire in modo rapido ed efficiente nella lotta contro il cambiamento climatico

Nel documento Investor statement on a Global Agreement for Climate Change i tre network internazionali mettono nero su bianco una serie di richieste.

A causa dell’impatto sull’economia mondiale provocato dal deterioramento del clima, argomenta la presa di posizione, s’impongono obiettivi di riduzione delle emissioni a medio-lungo termine e vincolanti sostenuti da piani d’azione nazionali dei paesi sviluppati, provvedimenti per combattere la deforestazione, tagli dell’80-95% delle emissioni di gas serra per le nazioni industrializzate entro il 2050, conformemente alle recenti indicazioni dell’IPCC.

Mindy Lubber, presidente Ceres e direttore INCR, è critico e non usa mezzi termini per riassumere il punto di vista dei rappresentanti della comunità finanziaria:

La crisi climatica è una sfida che richiede forti e tempestive politiche nazionali e internazionali. I leader mondiali non devono coprirsi dietro la scusa che costa troppo agire per ridurre il riscaldamento globale. È troppo costoso non agire

Informazioni sull'evento
Data 18 Novembre 2008

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