Grenpeace a Venezia per protestare contro il nucleare

Grenpeace a Venezia per protestare contro il nucleare

La città di Venezia rischia di scomparire fra 60 anni, inghiottita dalle acque della laguna antistante a causa dell’innalzamento del livello del mare. Un problema che non poteva lasciare indifferente Greenpeace. Gli attivisti dell’associazione, approfittando dell’acqua alta, hanno infatti potuto navigare in Piazza San Marco la notte scorsa con tre gommoni, aprendo uno striscione con […]

La città di Venezia rischia di scomparire fra 60 anni, inghiottita dalle acque della laguna antistante a causa dell’innalzamento del livello del mare. Un problema che non poteva lasciare indifferente Greenpeace.

Gli attivisti dell’associazione, approfittando dell’acqua alta, hanno infatti potuto navigare in Piazza San Marco la notte scorsa con tre gommoni, aprendo uno striscione con la scritta “Nucleare = falsa soluzione. Più efficienza e rinnovabili”.

Una contestazione contro la politica del governo italiano che ha deciso di puntare sul nucleare per risolvere il problema energetico, una scelta che Greenpeace definisce “sbagliata e pericolosa”, oltre ad essere inefficiente nella lotta ai cambiamenti climatici.

Il responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, Andrea Lepore, ha così commentato la situazione:

Il governo italiano vuole imporre il nucleare che è una pericolosa perdita di tempo e una falsa soluzione per i cambiamenti climatici. Il nucleare non salverà Venezia, anzi la condannerà e impedirà all’Italia di investire nelle vere soluzioni per i cambiamenti climatici: rinnovabili ed efficienza.

E ancora:

I candidati alle regionali devono dire un chiaro NO ai piani nucleari del governo. Dire che “il nucleare non serve” nelle proprie regioni ma poi appoggiare il nucleare a livello nazionale, significa prendere in giro i cittadini e preparare per loro la sorpresa di una centrale nucleare dopo le elezioni.

I piani nucleari adottati dal governo prevedono la creazione di almeno quattro centrali nucleari che, sottolinea Greenpeace, costeranno all’Italia tra i 5 e i 6 miliardi di euro ognuna per la sola costruzione, centrali che non saranno attive prima di dieci anni.

Il rischio, secondo l’organizzazione, è che se l’Italia punterà sul nucleare non potrà rispettare gli obiettivi europei sulla riduzione delle emissioni entro il 2020, sprecando così i fondi che invece si potrebbero impiegare per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e pulita.

Nella sua opera contro il nucleare, Greenpeace ha già raccolto quasi 49mila firme sul sito www.nuclearlifestyle.it, cui si aggiunge la presenza dei responsabili Greenpeace in sei grandi città italiane come Roma, Venezia, Napoli, Milano, Firenze e Bari con le cabine telefoniche della Nuclear Hotline, ovvero un servizio che mette a disposizione dei cittadini un numero verde gratuito (800 864.884) a cui lasciare messaggi contro il nucleare, messaggi che Greenpeace consegnerà poi ai candidati alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

Informazioni sull'evento
Data 22 Febbraio 2010

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