Giornata degli Oceani 2011: i rischi che corrono gli ecosistemi marini

Giornata degli Oceani 2011: i rischi che corrono gli ecosistemi marini

Oggi è la Giornata Mondiale degli Oceani 2011. Un'analisi dello stato di saluti dei nostri mari e delle potenziali minacce legate all'attività umana

Si svolge proprio oggi l’edizione 2011 della Giornata Mondiale degli Oceani, il consueto appuntamento annuale di sensibilizzazione sullo stato di salute dei nostri mari e, soprattutto, sui rischi legati alle attività umane. Eventi disastrosi quali l’incidente sulla piattaforma BP nel Golfo del Messico e la fuoriuscita in mare di acqua radioattiva a Fukushima, hanno sicuramente dato un significato più importante all’edizione 2011, improntata soprattutto sullo sviluppo sostenibile del Pianeta.

Secondo Julia Marton-Lefevre, direttore generale dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (IUCN):

Guardando indietro agli ultimi dodici mesi dell’anno, non si può dire che sia stato un bel periodo per gli oceani. La marea nera e l’incidente nucleare giapponese ci ricordano quali siano le minacce di grande scala per gli oceani, ma anche tragicamente, per le comunità che abitano nelle vicinanze.

Ecco un elenco delle principali attività umane che minacciano seriamente gli ecosistemi marini.

PESCA
Come ricorderete, il dossier Fish Dependence Day, presentato da NEF (New Economics Foundation) e Ocean2012, non solo aveva calcolato che la quota 2011 di pesce italiano si sarebbe esaurita il 30 aprile scorso, ma aveva anche ipotizzato che, in base alla media dell’Unione europea, il giorno di inizio della dipendenza da mari extra-Ue scatterà il 2 luglio. Se a questo sfruttamento sconsiderato aggiungiamo pratiche di pesca spesso inefficienti (o addirittura illegali) responsabili della cattura accidentale di specie quali delfini, tartarguhe marine, squali e coralli, allora la situazione è davvero preoccupante.

TURISMO
Attualmente, circa l’80% del turismo totale interessa aree costiere. Spiagge e barriere coralline sono destinazioni sempre più gettonate dai vacanzieri e, di conseguenza, maggiormente soggette a fenomeni di stress. Focalizzando l’attenzione esclusivamente sulla regione del Mediterraneo, ad esempio, è stato stimato che, in meno di 20 anni, gli attuali 220 milioni di turisti annuali dovrebbero raggiungere la preoccupante quota di 350 milioni.

INQUINAMENTO
Oltre l’80% dell’inquinamento marino deriva da attività terrestri, soprattutto scarichi delle fogne, pesticidi, buste di plastica e immondizia di vario genere. Se a questo aggiungiamo i rischi legati al trasporto merci via mare, quali fuoriuscite di carburante o rilascio di sostanze chimiche delle vernici, allora possiamo avere un’idea abbastanza chiara della pressione antropica a cui sono soggetti i nostri oceani.

Effetto indiretto, ma chiaramente legato all’inquinamento, è il fenomeno dei cambiamenti climatici, responsabile dello scioglimento dei ghiacci, dell’innalzamento dei livelli del mare e dell’acidificazione degli oceani.

IMPIANTI OFFSHORE
Accanto a minacce già ampiamente conosciute quali trivellazioni per la ricerca di carburanti fossili, piattaforme petrolifere e di gas, spesso completamente prive di protocolli di sicurezza, risulta davvero preoccupante dal punto di vista ecologico la progressiva diffusione delle turbine eoliche offshore, ora posizionate sempre più al largo e, di conseguenza, sempre più pericolose per l’ecosistema marino.

Informazioni sull'evento
Data 8 Giugno 2011

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