Cancún COP16: poche illusioni secondo la Prestigiacomo

Cancún COP16: poche illusioni secondo la Prestigiacomo

Prende il via oggi alle 17.00 (ora italiana) a Cancún, città nel Sud del Messico affacciata sul Mare dei Caraibi, il vertice COP16 che vedrà le delegazioni di 194 paesi confrontarsi in nome della lotta al riscaldamento globale. Dopo la cocente delusione del summit di Copenaghen nel dicembre 2009, l’appuntamento messicano sembra però destinato a […]

Prende il via oggi alle 17.00 (ora italiana) a Cancún, città nel Sud del Messico affacciata sul Mare dei Caraibi, il vertice COP16 che vedrà le delegazioni di 194 paesi confrontarsi in nome della lotta al riscaldamento globale. Dopo la cocente delusione del summit di Copenaghen nel dicembre 2009, l’appuntamento messicano sembra però destinato a partire con il piede sbagliato, almeno secondo alcune voci autorevoli del panorama politico nostrano.

Secondo il direttore generale del Ministero dell’Ambiente Corrado Clini, come riportato sulle pagine del Corriere, la sessione di incontri di alto livello prevista a partire dal prossimo 7 dicembre potrebbe essere disertata da alcuni dei più importanti leader mondiali.

La salvaguardia delle foreste pluviali e la stesura di un nuovo accordo relativo alla riduzione delle emissioni nocive, da far seguire al protocollo di Kyoto in scadenza nel 2012, sembrano obiettivi tutt’altro che a portata di mano. I rappresentanti dei paesi più avanzati potrebbero infatti decidere di non presentarsi a Cancún, preferendo la sede del G20 per discutere del tema, tagliando così fuori dalle decisioni le realtà mondiali meno benestanti, sulle quali ricadono spesso le conseguenze più gravi in materia ambientale.

Anche il Ministro dell’Ambiente (e della Tutela del Territorio e del Mare) Stefania Prestigiacomo è intervenuta sulla questione, dichiarando la disponibilità dell’Italia a impegnarsi per il futuro del pianeta, ma senza investimenti fini a se stessi e soltanto se anche le altre potenze mondiali faranno lo stesso. Per la Prestigiacomo, è inaccettabile e inutile che l’Italia prosegua nella sua battaglia al riscaldamento globale quando potenze come Stati Uniti, Cina, Russia e India non hanno sottoscritto il pacchetto 20-20-20, oppure hanno espresso con chiarezza l’intenzione di non aderire a un possibile protocollo Kyoto 2.

Informazioni sull'evento
Data 29 Novembre 2010

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