Blitz di Greenpeace per la gestione dei rifiuti elettronici

Blitz di Greenpeace per la gestione dei rifiuti elettronici

È stata un blitz dell’associazione ambientalista Greenpeace nei confronti del nostro Ministero dell’Ambiente, sullo scottante tema dei rifiuti elettronici in Italia. Gli attivisti dell’associazione hanno portato a sorpresa un’originale protesta di fronte al ministero, dove hanno inscenato lo stato di abbandono degli apparecchi elettronici nei nostri centri di raccolta preposti, con una “Ministra-bella addormentata” di […]

È stata un blitz dell’associazione ambientalista Greenpeace nei confronti del nostro Ministero dell’Ambiente, sullo scottante tema dei rifiuti elettronici in Italia. Gli attivisti dell’associazione hanno portato a sorpresa un’originale protesta di fronte al ministero, dove hanno inscenato lo stato di abbandono degli apparecchi elettronici nei nostri centri di raccolta preposti, con una “Ministra-bella addormentata” di fronte alla situazione.

Più volte, anche su queste pagine, siamo tornati sul tema dei centri di raccolta dei rifiuti “speciali” elettronici in Italia, e dei limiti del sistema nostrano. Quello dell’e-waste è un tema su cui l’associazione porta avanti da tempo una campagna appositamente dedicata, cercando da una parte di convincere le aziende di settore ad assumersi la responsabilità dello smaltimento dei propri prodotti, dall’altra di verificare il funzionamento del sistema statale di raccolta e smaltimento.

La normativa che detta come vadano trattati i rifiuti elettronici in Italia nasce da due direttive UE datate 2002 e 2003, ratificate nel nostro paese nel 2005. Da quel momento in poi, avrebbero dovuto essere messi a norma gli impianti di raccolta sul territorio, che avrebbero dovuto divenire operativi entro il 1° gennaio 2008.

L’uso del condizionale è dovuto, perché stando alle denunce dell’associazione ambientalista le cose non sono andate proprio così. La carenza di decreti attuativi, la poca attenzione nella messa a norma dei centri di raccolta, e l’insufficienza numerica degli stessi, hanno fatto si che la direttiva e la legge per la raccolta dei rifiuti elettronici sia stata di fatto disattesa.

I volontari dell’associazione si sono recati personalmente in 68 CdR (Centri di Raccolta), dislocati su tutto il territorio nazionale, constatando che solo il 20 per cento di questi era a norma. Più spesso invece, si sono trovati di fronte e hanno documentato con foto scene di degrado, con rifiuti abbandonati a se stessi e alle intemperie, con pericolosissimi danni per l’ambiente.

Il tema dell’e-waste è di primaria importanza, non solo per l’ambiente nostrano e la messa in sicurezza di sostanze chimiche potenzialmente molto pericolose per la salute di uomini, falde, animali, raccolti. Il team dei rifiuti elettronici è anche fonte di problemi ancora più grandi, come la tratta di rifiuti verso i paesi del terzo mondo, di cui il nostro paese in anni passati è stato triste protagonista, e di cui la stessa Greenpeace solo recentemente ha denunciato un caso riguardante degli scambi tra Inghilterra e Nigeria.

Informazioni sull'evento
Data 17 Aprile 2009

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