Acqua pubblica: manifestazione a Roma con un occhio a Durban

Acqua pubblica: manifestazione a Roma con un occhio a Durban

Nuovo appuntamento lanciato dal Forum Acqua Bene Comune. Corteo a Roma per ribadire che l'acqua non si tocca, così come non si toccano i diritti.

Lo scorso giugno in Italia si è votato un referendum importante. In quella data non soltanto è stato ribadito il “no” al nucleare del nostro Paese, ma anche che l’acqua è un bene primario e dunque la sua gestione deve restare in ambito pubblico.

Se il tempo trascorso da allora è decisamente breve, cronologicamente parlando, per il ritmo frenetico della politica di oggi rischia di apparire solo un lontano ricordo. La crisi, i diktat europei – la UE è da sempre uno sponsor acritico delle privatizzazioni -, la caduta del governo Berlusconi e l’insediamento di quello Monti hanno rovesciato la situazione. Come notano sul fronte Acqua Bene Comune:

Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato “Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.

Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.

Dunque non solo il Referendum non è stato “ascoltato”, così come giace da anni in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare in materia, ma anzi il timore è che venga letteralmente aggirato. Per questo motivo, oggi, 26 novembre, a Roma si terrà una grande manifestazione popolare:

Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.

Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.

“Obbedienza civile”, perché ciò che si chiede è il rispetto della volontà popolare espressasi secondo le regole democratiche attraverso il voto referendario. Ma il movimento rilancia l’appuntamento anche verso scenari internazionali. Quello della gestione pubblica dell’acqua deve essere il primo passo verso un modello di sviluppo diverso, attento ai bisogni della gente e al rispetto dell’ambiente. Dunque, gli occhi sono rivolti verso la ormai prossima conferenza di Durban e al Forum Alternativo Mondiale dell’acqua che si terra a Marsiglia a marzo 2012:

Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando a essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.

E un futuro diverso per tutte e tutti.

Quello stesso futuro di cui parleranno i grandi della Terra a Durban, sempre che la cosa non si concluda, come già a Copenaghen, in un drammatico nulla di fatto.

L’appuntamento è a Piazza della Repubblica alle 14.00.

Informazioni sull'evento
Data 26 Novembre 2011

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