A Poznan si decidono le sorti del pianeta

A Poznan si decidono le sorti del pianeta

In questi giorni continuano a svolgersi i lavori della conferenza che dal primo dicembre sta tenendo banco nel mondo ambientalista e in quello politico dei media. Si tratta della XVI conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, ospitata dalla città di Poznan, in Polonia. La conferenza fa parte di un ciclo di incontri che l’Onu […]

In questi giorni continuano a svolgersi i lavori della conferenza che dal primo dicembre sta tenendo banco nel mondo ambientalista e in quello politico dei media. Si tratta della XVI conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, ospitata dalla città di Poznan, in Polonia.

La conferenza fa parte di un ciclo di incontri che l’Onu ha tenuto ogni anno dal 1979, anno della prima conferenza mondiale sul clima, per porre rimedio al surriscaldamento globale di origine antropica. Negli anni hanno fatto parte di questo ciclo la conferenza di Rio, che ha fatto da battistrada a Kyoto, tenutasi tre anni dopo, dove è stato stipulato il trattato ad oggi più importante -e tuttora valido- in materia di cambiamenti climatici: il protocollo di Kyoto.

L’ultimo appuntamento della “serie” si era tenuto lo scorso dicembre nell’isola indonesiana di Bali, dove si era dato il via alla Roadmap verso la conferenza di Copenaghen, che si terrà nel 2009. Per questa data è infatti prevista la chiusura di un nuovo protocollo, che subentrerà a Kyoto, prossimo alla scadenza nel 2012.

Allora la conferenza si chiuse in maniera quasi drammatica, con un accordo, seppur abbastanza vago, stretto all’ultimo momento (anzi, dopo l’ultimo momento, visto che fu addirittura protratta di un giorno la conferenza a causa dello stallo), grazie all’apertura alla trattativa in extremis da parte della recalcitrante delegazione americana.

Comunque alla fine si decise di lavorare questi due anni insieme sul documento da firmare a Copenaghen l’anno prossimo. Ed eccoci a Poznan, la tappa di metà roadmap, che dovrà dare risposte importanti su come si fronteggerà la crisi, su queste aree:

  1. Darsi un obiettivo comune mondiale (un aumento massimo delle temperature, una quota massima di gas serra, ecc);
  2. Stabilire chi, per raggiungere tale obiettivo, dovrà ridurre le sue emissioni e quanto;
  3. Approntare strategie di cooperazione per fronteggiare i gravi problemi economici di adattamento che molti paesi, specie tra i più poveri (e meno responsabili), si troveranno ad affrontare;
  4. Studiare strategie comuni di ricerca per lo sviluppo di tecnologie pulite;
  5. Pianificare quali strumenti finanziari utilizzare per fronteggiare i danni economici globali dovuti al surriscaldamento globale;
  6. Approntare strategie per disincentivare la deforestazione nei paesi dove si ergono le grandi foreste primarie (la deforestazione è causa per un terzo dei cambiamenti climatici);
  7. Studiare misure politiche per disincentivare ulteriormente l’utilizzo del carbone.

Purtroppo, com’era prevedibile, la conferenza di Poznan ha avuto un ospite indesiderato tra i suoi partecipanti, ovvero quella crisi economica che sta spingendo alcuni paesi -il nostro in prima linea- a cercare di frenare l’incisività di qualsiasi politica pro-clima, con il timore che degli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni possano essere di ulteriore ostacolo alla ripresa economica.

Di contro ci sono anche alcune note positive, come alcuni paesi Europei e non solo, che hanno deciso invece di puntare sullo sviluppo di un’economia verde come cura per il rilancio delle proprie economie.

In questo delicato e importante gioco politico, manca poi ancora all’appello la futura posizione di un grande protagonista, se non altro perché ancora primo “inquinatore” del mondo, gli Stati Uniti. La delegazione americana infatti si è presentata a Poznan con alle spalle un’amministrazione transitoria, ma la sua posizione sarà determinante a Copenaghen, quando, stando alle sue stesse parole, l’amministrazione Obama darà una svolta in positivo all’impegno americano nello sviluppo sostenibile.

Informazioni sull'evento
Data 12 Dicembre 2008

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