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Europa: al bando piatti e posate in plastica, ma non i bicchieri

Europa: al bando piatti e posate in plastica, ma non i bicchieri

Fonte immagine: Pixabay

La direttiva contro la plastica usa e getta approvata dall'Unione Europa mette al bando piatti e posate, si salvano però i bicchieri.

I piatti sì, i bicchieri no. Stranezze della direttiva contro la plastica che è stata da poco approvata dall’Unione Europea sui prodotti usa e getta.

Dal 2021 il Vecchio continente metterà al bando i seguenti oggetti di plastica: posate e piatti, cannucce, bastoncini per palloncini gonfiabili, cotton fioc, palettine per i cocktail, shopper, contenitori in polistirolo. Va ricordato che già da oggi sono acquistabili prodotti “alternativi”, realizzati in materiale biodegrabile e compostabile, ma fino adesso non vi è stata un’adozione su larga scala di queste soluzioni eco-compatibili.

Per quanto riguarda i bicchieri, però, la direttiva è un po’ ambigua. Risulta infatti che solamente quelli realizzati con polistirolo espanso (quelli tipici per il caffè lungo americano, usati soprattutto nel nord Europa) saranno eliminati, mentre rimarranno tutti gli altri tipi.

Tra le altre plastiche non toccate dalla direttiva e che si utilizzano quotidianamente troviamo: bottiglie d’acqua minerale, tubetti del dentifricio, flaconi di detersivo, packaging per patatine e barrette alimentari, vasetti per lo yogurt, contenitori di shampoo e sapone, sacchi d’immondizia.

Lo scopo della direttiva è chiaro: eliminare la plastica che finisce nei nostri mari ogni anno, che cresce ormai a ritmi non più sostenibili per la salute del pianeta e della collettività. Basti pensare che entro il 2050 rischiamo di avere più tonnellate di plastica che di pesci nei mari di tutto il mondo.

Secondo la ricerca di Legambiente “beach litter”, infatti, la plastica è in assoluto l’elemento più ritrovato sulle nostre spiagge. Nell’indagine dello scorso anno, su 78 spiagge monitorate, sono stati trovati sulle coste italiane una media di 620 rifiuti ogni 100 metri lineari. Circa l’80% di questi era formato da materiale plastico, seguito da vetro e ceramica (7,4%), metallo (3,7%) e carta (3,4%).

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