Euro 2012: la strage di cani in Ucraina non si ferma

Euro 2012: la strage di cani in Ucraina non si ferma

Nonostante le rassicurazioni degli scorsi mesi, non si fermano le uccisioni indiscriminate di cani randagi in Ucraina in vista degli Europei di calcio 2012

Continuano le stragi di cani in Ucraina in vista di Euro 2012. Dopo le sconvolgenti notizie arrivate nei mesi scorsi riguardo vere e proprie stragi di massa per “liberare” le vie di Kiev e di altre città dal fenomeno del randagismo canino, non molto sembra essere cambiato per i poveri animali.

Nel giorno dell’Epifania ben due pozzi pieni di corpi di cani randagi uccisi tramite l’avvelenamento, le percosse o a colpi d’arma da fuoco. Gli animali abituati al contatto con l’uomo oppongono scarsa resistenza, fidandosi purtroppo delle persone sbagliate. Non più forni crematori a cielo aperto come accaduto fino a poco tempo fa, ma fosse comuni improvvisate per rimuovere lo scomodo “imbarazzo” in tempo per i campionati europei di calcio.

A quanto riporta un nostro connazionale presente a Kiev, il fotografo Andrea Cisternino, ad essere presi di mira sono anche quegli animali salvati da alcuni volontari e trasportati in canili di fortuna. Nei giorni precedenti le violente incursioni si sarebbero presentati alcuni uomini a preannunciare gli incendi e le uccisioni poi effettivamente avvenute:

Sei box sono stati bruciati – riferisce Andrea Cisternino – e quattro cuccioli non si trovano più. Cani tutti sterilizzati e registrati e sui quali ora incombe la minaccia dell’avvelenamento, come già successo da altre parti.

Tra le ipotesi in discussione anche la vicinanza di alcuni gruppi di violenti alle squadre di calcio, che da quest’ultime verrebbero “assunti” per procedere con le uccisioni. In molti però sembrano pensare che dietro a questa nuova ondata di violenza sugli animali ci siano gli stessi persecutori che già operavano alcuni mesi fa. L’UEFA ha incontrato a dicembre le autorità ucraine, ottenendo che venisse dichiarata illegale questa barbarie. Un mese è passato senza che veri e decisi provvedimenti siano stati presi in merito. Resta da chiedersi quanti altri cani randagi dovranno morire pur di garantire il giro economico che si cela dietro gli Europei di calcio 2012.

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