Etna, terremoto 4,8 vicino Catania: circa 600 sfollati, 28 i feriti

Etna, terremoto 4,8 vicino Catania: circa 600 sfollati, 28 i feriti

Terremoto in Sicilia, oltre 600 sfollati di cui 320 ospitati negli hotel: esperti collegano il sisma all'eruzione dell'Etna, ecco perché.

Sono diverse centinaia gli sfollati a seguito del terremoto che alle 3:19 del 26 dicembre ha scosso il catanese. I cittadini sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa del sisma di magnitudo 4.8, con epicentro tra Viagrande e Trecastagni, generato dalla nuova fase di attività del vulcano Etna. Diversi i crolli e 28 i feriti, con 10 trasportati in ospedale con l’ambulanza, mentre non si segnalano vittime.

Il terremoto che ha scosso il catanese ha costretto 320 persone a trascorrere la notte in 4 hotel, mentre molti sono quelli che hanno scelto di dormire in auto per restare vicini alle proprie abitazioni. Alcuni hanno scelto di affrontare i rischi di restare all’interno degli edifici danneggiati, per un totale di circa 600 sfollati. Il paese più colpito dal sisma è Zafferana Etnea, con 225 sfollati, mentre si segnalano diversi edifici inagibili anche ad Acireale (34), Santa Venerina (17) e Viagrande (8).

Nuove scosse sono state segnalate nelle ultime ore, mentre secondo gli esperti l’eruzione dell’Etna e il terremoto che ha colpito il catanese sarebbero collegati dalla formazione di un corpo roccioso, chiamato dicco, derivato dall’intrusione di magma all’interno di alcune fessure nel terreno; questo avrebbe portato alla sollecitazione di alcune faglie e al conseguente fenomeno sismico. Si è tenuta nella tarda serata di ieri una riunione operativa alla quale hanno partecipato i sindaci interessati e rappresentanti della Regione Sicilia. Tra questi il presidente Nello Musumeci, che ha dichiarato:

Non dobbiamo agire sull’onda emotiva. Faremmo un grave errore se così fosse. Mi sorprendo, comunque, quando qualcuno si sorprende delle attività sismiche. La Sicilia è la Regione più esposta d’Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di vista infrastrutturale. L’80% delle nostre scuole non è a norma, così come molti degli edifici strategici.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

4women4earth: intervista a Valentina Vezzali