Quanto peso si perde con una dieta low-carb?

Giulio Chiede

Salve, ho sperimentato diverse diete senza grosso successo. Di recente mi hanno parlato della dieta low-carb, ma quanto peso si perde seguendo questo regime alimentare?

Giulia Pieri Risponde

Nella storia delle diete sono numerosi gli esempi di schemi low-carb, regimi che limitano l’assunzione di carboidrati a meno del 40% dell’energia totale. Ciò contrasta con le raccomandazioni delle principali società scientifiche di nutrizione umana, che consigliano, invece, di introdurre almeno il 50-55% delle calorie giornaliere sotto forma di carboidrati prevalentemente complessi.

Mentre una dieta ipocalorica equilibrata, ispirata ad esempio ai principi della dieta mediterranea, dovrebbe garantire una perdita di peso di circa 1-2 kg al mese, una dieta a basso tenore di carboidrati può portare ad ottenere lo stesso risultato anche nell’arco di una sola settimana, in relazione al peso di partenza e alle caratteristiche della persona. Non si tratta, perciò, di valutare l’efficacia dei regimi low-carb in termini di risultato sulla bilancia (funzionare funzionano!), ma di prendere in considerazione gli effetti sull’organismo e i benefici a lungo termine.

Quando si parla di perdita di peso, ciò che conta non è solo la quantità smaltita, ma anche la qualità del dimagrimento: è auspicabile perdere massa grassa in eccesso e preservare massa magra. Quest’ultima contribuisce a mantenere un alto metabolismo basale, ovvero la quantità di calorie bruciate a riposo. Diete sbilanciate in nutrienti e troppo restrittive, in cui cibi quali pane, pasta e derivati dei cereali sono drasticamente tagliati fuori, promuovono proprio la perdita di massa magra (e l’acqua ad essa associata).

Questo inconveniente è deleterio a lungo termine: poiché le diete a basso contenuto di carboidrati sono difficilmente sostenibili nel tempo (e questa in realtà è una fortuna, dal momento che piani nutrizionali non equilibrati e protratti a lungo hanno ripercussioni negative sulla salute, come aumentato rischio di pressione alta, colesterolo alto e osteoporosi), quando viene ripristinata la dieta abituale si assiste ad un recupero dei chili perduti. E non solo: cambiando la composizione corporea, anche il consumo energetico del corpo si trova alterato, con la conseguenza che diventa sempre più difficile raggiungere un peso ottimale.

Per di più, un approccio dietetico low carb rischia di non fornire all’organismo tutti i nutrienti necessari (vitamine e minerali), di esporlo ad un eccesso di altri (proteine e grassi alimentari) e dunque di stressarlo inutilmente. Anziché limitare il consumo di carboidrati nella loro totalità, dovremmo tenere a bada gli zuccheri semplici: una dieta low-sugar è molto più appropriata per la tutela del benessere!

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