Perché il gatto non mangia?

Gaia Chiede

Sono disperata, spesso il mio gatto rifiuta il cibo. Da cosa dipende?

Claudia Petrei Risponde

Spesso in clinica i proprietari mi chiedono il perché dell’inappetenza del loro gatto. Di fronte a tale quesito la prima domanda da porsi è: il gatto è interessato al cibo o non si avvicina neppure ad annusarlo?

Se l’animale mostra interesse per il cibo, si avvicina, prova a leccarlo, ma poi si allontana, di solito il problema è semplicemente di preferenza o meno rispetto a quel determinato cibo offerto oppure di salute.

Nel primo caso è opportuno offrire all’animale un’alternativa alla solita pappa, magari un cibo molto profumato visto che i gatti mangiano solo se attratti con l’olfatto. Esistono due tipologie di gatti: quelli che amano sperimentare nuovi sapori e quelli abitudinari; nel caso dovessimo trovarci di fronte alla prima categoria potrebbe non voler mangiare solamente perché si è stancato del solito cibo. Anche lo stress può rendere inappetente l’animale. Inoltre se a un gatto abitudinario che mangia umido da un giorno all’altro offriamo cibo secco (croccantini) probabilmente non si alimenterà.

Se nonostante tale tentativo il gatto non si alimenta autonomamente bisogna iniziare a indagare circa il suo stato di salute. Tutto ciò che causa dolore non farà alimentare un gatto. Un gatto che vuole mangiare, ma non riesce ad alimentarsi potrebbe avere dolore alla bocca: nei gatti giovani tra i 3-4 mesi potrebbe essere imputata questa difficoltà di alimentarsi al cambio di dentizione; nel paziente anziano invece le cause possono essere molteplici tra cui ad esempio l’insufficienza renale, che può causare la formazione di ulcere sulla mucosa buccale e linguale (tali lesioni sono molto dolorose così da rendere impossibile al gatto una normale alimentazione).

Lo stesso accade per i gatti con patologie virali quali herpes o FIV nei quali le ulcerazioni non permettono una normale masticazione. Anche zoppie, tutte le patologie che causano anosmia, fratture mandibolari (che causano una difficoltà nella prensione e nella masticazione), stomatiti ecc possono impedire al gatto di mangiare.

Il più delle volte invece il problema è di inappetenza, ossia il gatto non è interessato al cibo; anzi alla sola vista mostrano eccessiva salivazione, indice di forte nausea, vomito o girano la testa per allontanarsi da esso. In tutti questi casi è indispensabile portare l’animale dal Medico Veterinario che inizierà l’iter diagnostico più opportuno per individuare il problema dell’animale. Non bisogna aspettare troppi giorni se il gatto è anoressico in quanto il rischio di compromettere la loro funzionalità epatica è alto: anche 48 ore di digiuno possono determinare nel gatto Lipidosi Epatica, patologia molto diffusa, ma molto complessa da portare a risoluzione.

Se il gatto a causa della patologia sottostante non dovesse riprendere subito ad alimentarsi autonomamente si consiglia l’introduzione di sondini rinogastrici o esofagei così da somministrare loro artificialmente il nutrimento di cui necessitano; la metodica non è invasiva, necessita di una blanda sedazione ed evita al gatto di perdere ulteriore peso, permettendo di nutrirlo in modo corretto fino al momento in cui tornerà ad alimentarsi autonomamente.

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