Dieta chetogenica: quali sono i vantaggi e svantaggi?

Riccardo Chiede

Buongiorno, sento spesso parlare  della dieta chetogenica. Quali sono i vantaggi e svantaggi di questo approccio?

Giulia Pieri Risponde

La dieta chetogenica è un regime alimentare ideato all’inizio del secolo scorso per il trattamento dell’epilessia farmaco-resistente. La sua caratteristica principale risiede nell’elevato apporto di grassi e nella forte limitazione di carboidrati. Questo particolare assetto di nutrienti modifica l’equilibrio ormonale (in particolare il rapporto tra glucagone e insulina) e fa sì che il corpo raggiunga uno stato metabolico simile al digiuno, chiamato chetosi. In altre parole, le cellule vengono indotte a ricavare la propria energia non più dal glucosio, bensì dai corpi chetonici, derivati dalla degradazione degli acidi grassi.

Oltre all’applicazione in ambito neurologico, la dieta chetogenica negli ultimi decenni ha suscitato interesse per il suo potenziale nella terapia dell’obesità: in particolare, è stato proposto un protocollo di intervento nutrizionale che va a combinare le caratteristiche della dieta chetogenica (basata quindi sull’uso di corpi chetonici come fonte primaria di energia) con quella della dieta fortemente ipocalorica. Il risultato è la cosiddetta VLCKD, acronimo inglese di dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico.

Si tratta di una soluzione che permette una rapida perdita di peso (fino a 2 kg a settimana, effetto dovuto alla ragguardevole restrizione calorica), tutelando allo stesso tempo la massa magra e intaccando in misura maggiore i grassi di deposito (effetto imputabile alla chetosi). Oltre al notevole calo di peso raggiungibile in poco tempo, il vantaggio derivante dall’approccio VLCKD deriva da una migliore gestione dell’appetito e da ripercussioni positive sulla motivazione.

D’altro lato, tra gli effetti collaterali si possono annoverare senso di nausea e vomito, irritabilità, mal di testa, sonnolenza, vertigini, stipsi o diarrea, crampi muscolari e disordini biliari; a lungo termine questo regime alimentare può procurare alterazioni in alcuni valori del sangue e anche disfunzioni molto serie, ma per fortuna rare, quali pancreatite acuta e aritmie cardiache.

Per tali motivi, la VLCKD non può essere condotta senza stretta supervisione medica e non può eccedere le 12 settimane di trattamento (generalmente si adotta per 4-6 settimane), periodo a cui dovrà seguire un piano riabilitativo di ampio respiro e di lunga durata per la stabilizzazione del peso corporeo. Inoltre, è fondamentale che per tutta la durata della dieta venga assunta una opportuna integrazione di vitamine e minerali, oltre ad una adeguata quantità di acqua.

Da tutto ciò si evince che la dieta chetogenica per il dimagrimento può rappresentare uno strumento utile solo in casi selezionati (ad esempio in presenza di obesità severa aggravata da altre patologie che rendono impellente il dimagrimento, ai fini della salvaguardia della salute) e in determinate condizioni che devono garantire sia la piena sicurezza di utilizzo (ad esempio è assolutamente controindicata in gravidanza o in presenza di diabete di tipo 1)sia la possibilità di promuovere l’educazione ad uno stile di vita sano.

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