Auto ibride: cosa sono e come funzionano?

Gianni Chiede

Non mi è chiara la differenza tra le tipologie di auto ibride e il funzionamento di questi veicoli. Potete darmi maggiori informazioni?

Peppe Croce Risponde

Con la definizione di “auto ibride” oggi si intendono diverse tecnologie applicate al motore di un’automobile. Tutte queste tecnologie prevedono l’affiancamento al classico motore termico di un secondo motore (o più di uno) elettrico, alimentato da una batteria a ioni di litio. Aggiungere la propulsione elettrica a quella classica permette di ottenere consumi di carburante più contenuti ed emissioni di CO2 e particelle inquinanti inferiori.

Entrando nel dettaglio, oggi sul mercato possiamo trovare grosso modo tre grandi tipologie di auto ibride: le Mild Hybrid (MHEV, Mild Hybrid Electric Vehicle), le ibride plug-in (PHEV, Plug-in Hybrid Electric Vehicle) e le ibride vere e proprie (HEV, Hybrid Electric Vehicle).

Nella tecnologia Mild Hybrid, chiamata anche “ibrido leggero”, c’è un piccolo motore elettrico di bassa potenza che aiuta il propulsore termico quando c’è bisogno di un plus di potenza: partenza da fermo, accelerazione per il sorpasso etc etc. Questo motore può essere installato a supporto di un propulsore sia a benzina che Diesel, ma non ha la potenza sufficiente a spingere da solo l’auto. Non sempre le auto Mild Hybrid ottengono l’omologazione ibrida.

Nella tecnologia ibrida plug-in il motore elettrico è più potente e la batteria più grande, capiente e pesante rispetto a quanto visto sulle MHEV. La caratteristica principale delle auto ibride plug-in è la presenza di un connettore di ricarica per la batteria che alimenta il motore elettrico. Tale ricarica si può effettuale, in base al modello, o solo dalla presa elettrica di casa (ormai rarissimo) o anche dalle colonnine di ricarica pubbliche. In tutti i modelli di PHEV moderni, invece, la ricarica può avvenire anche tramite il motore termico, soprattutto sfruttando la cosiddetta “frenata rigenerativa”: un freno motore elettrico, durante la frenata e la decelerazione, converte l’energia cinetica dell’auto in energia elettrica e ricarica la batteria. Rispetto alle Mild Hybrid le auto ibride plug-in sono molto più efficienti e molto meno inquinanti. Il motore termico è quasi sempre un propulsore a benzina a ciclo Atkinson, con consumi moderati ma col difetto di avere poca coppia a bassi regimi. Una mancanza colmata ampiamente dal motore elettrico che, in una ibrida “non leggera” entra in funzione molto più spesso ed è molto più potente.

Le HEV, infine, sono le ibride vere e proprie senza alcun connettore di ricarica. In questo tipo di auto ibrida la batteria che alimenta il motore elettrico viene ricaricata solo da sistemi montati sull’auto stessa. Un tempo questo era difficile, perché la tecnologia non era ancora matura e per questo furono inventate le ibride plug-in. Ma oggi è molto diverso e la tecnologia installata sulle auto ibride “normali” è perfettamente in grado di coniugare i vantaggi della propulsione ibrida con la ricarica della batteria. Per fare un esempio recente tra le auto ibride oggi in commercio, basti pensare alla Ford Mondeo Hybrid 2019 che al motore benzina a ciclo Atkinson da due litri abbina non uno ma due motori elettrici. Il primo viene in supporto di quello termico e porta la potenza totale del sistema a oltre 180 CV, mentre il secondo lavora insieme al sistema di frenata rigenerativa per ottimizzare la ricarica della batteria. Il risultato è un’automobile berlina ibrida di grandi dimensioni che percorre 100 km con 4,2 litri di benzina e con emissioni dichiarate di 96 grammi di CO2 per chilometro percorso. Il tutto senza che il proprietario debba curarsi di ricaricare la batteria a ioni di litio.

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