Equinozio d’autunno 2020: non è il 21 settembre, ecco quando

Equinozio d’autunno 2020: non è il 21 settembre, ecco quando

Fonte immagine: Pixabay

L'equinozio d'autunno nel 2020 non cadrà il 21 settembre: ecco quando incomincerà ufficialmente la stagione e le ragioni per questo fenomeno.

L’equinozio d’autunno segna ufficialmente la fine dell’estate, lasciando spazio così alle stagioni più fredde. Le giornate si accorciano, le temperature diminuiscono e le foglie sugli alberi iniziano a ingiallire: la natura per tre mesi ci stupirà con uno spettacolo di colori, prima di lasciarci nel gelo invernale. Tradizionalmente l’inizio dell’autunno viene fatto coincidere il 21 settembre, ma non è sempre così. Per il 2020 in corso, ad esempio, l’equinozio è atteso per il 22 del mese. Per quale ragione?

Equinozio d’autunno: una data variabile

Per equinozio si intende un fenomeno astronomico dovuto alla rivoluzione terrestre intorno al Sole. In due momenti diversi dell’anno, ovvero all’inizio della primavera e dell’autunno, la stella al centro della nostra galassia si trova in posizione di zenit con l’Equatore. Ciò determina una particolare condizione: in questa data, il giorno e la notte presentano la medesima durata.

Gli equinozi non cadono ogni anno nella stessa data, ma vi è una variabilità di qualche giorno. Come accennato, il 21 settembre viene considerato per consuetudine il momento d’inizio dell’autunno. Eppure, l’equinozio avverrà nel 2020 con un giorno di ritardo rispetto alle credenze popolari, ovvero il 22 settembre alle 13.31 del fuso UTC.

Questa discrepanza è dovuta alla durata del moto di rivoluzione della Terra proprio attorno al Sole e, allo stesso tempo, dalla necessità di adottare un calendario semplificato. Il nostro Pianeta impiega 365 giorni e sei ore per effettuare una rivoluzione completa attorno alla sua stella. Per comodità, con l’introduzione del calendario gregoriano nel 1582 si contano unicamente 365 giorni. Proprio poiché il moto della Terra supera di sei ore la misura gregoriana, ogni quattro anni vengono accumulate 24 ore in eccesso, che vengono recuperate con l’introduzione di un giorno in più nel mese di febbraio. Questa necessità determina, per ovvia conseguenza, anche lo spostamento degli equinozi.

Naturalmente, è utile ricordare come equinozi e solstizi dipendano anche dall’emisfero della Terra in cui ci si trova. Quando nell’emisfero boreale si celebra l’equinozio autunnale, nell’emisfero australe avviene quello primaverile. Ciò spiega perché, a seconda ci si trovi a nord oppure a sud del Mondo, le stagioni risultano alternate.

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