Equinozio d’autunno 2019: date e significati

Equinozio d’autunno 2019: date e significati

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L'equinozio d'autunno segna ufficialmente la fine dell'estate: ecco i dettagli sul fenomeno astronomico, sui suoi significati e le date 2019.

Settembre segna ufficialmente il passaggio di testimone tra la più calda estate e il più mite autunno. Poco dopo la metà del mese, infatti, la bella stagione saluta definitivamente l’emisfero boreale del Pianeta e, accompagnato da giornate più corte e temperature più basse, inizia quel periodo di transizione che porterà pian piano verso l’inverno. Un’inevitabile rito di stagione che viene definito da un preciso fenomeno astronomico, quello dell’equinozio d’autunno: un momento da sempre vissuto con grande fascino dall’uomo, sin dagli albori delle civiltà.

Ma in quale giorno cade l’equinozio d’autunno nell’emisfero settentrionale della Terra e, soprattutto, quali sono i significati che da sempre l’uomo associa a questo importante evento?

Equinozio d’autunno: definizione e date 2019

Sole e autunno

Con il termine equinozio si descrive un preciso fenomeno astronomico, dovuto al moto di rivoluzione della Terra, che porta il Sole ad apparire al suo zenit rispetto all’Equatore. Data la posizione assunta dall’astro in relazione al Pianeta, si viene a determinare una condizione davvero singolare: quella di un giorno e di una notte perfettamente identici nella loro durata. Non a caso, la parola equinozio deriva dal latino “aequa nox”, ovvero “notte uguale a”. Il fenomeno si verifica due volte l’anno: nel mese di marzo e a settembre, quindi in concomitanza all’arrivo della primavera e all’inizio dell’autunno.

Poiché l’andamento delle stagioni è alternato a seconda si viva nell’emisfero boreale oppure in quello australe del globo – quando inizia l’autunno al di sopra della linea dell’Equatore, viene inaugurata la primavera nei continenti a Sud di quest’ultima – anche gli equinozi sono ugualmente alternati. Riferendosi unicamente all’emisfero boreale, nel 2019 l’equinozio d’autunno avverrà il 23 settembre alle 7.50 del fuso UTC, ovvero le 8.50 in Italia.

È utile sottolineare come la data di questo fenomeno astronomico non sia ogni anno la stessa, ma può avvenire tra il 22 e il 23 di settembre. Questo perché l’anno solare è di qualche ora più lungo rispetto ai canonici 365 giorni e, per tale ragione, ogni quattro anni si adotta un calendario bisestile per compensare il divario accumulato.

Equinozio d’autunno: significati e tradizioni

Cornucopia

Come accennato in apertura, l’equinozio d’autunno ha sempre rappresentato un momento di passaggio di grande fascino per l’uomo. Dal punto di vista simbolico, infatti, per tutte le civiltà questo fenomeno astronomico indicava l’avvio di un periodo di eccezionale ricchezza, dove risultava possibile godere dei frutti del duro lavoro estivo nei campi. Le scorte ormai abbondanti, e gli alberi da frutto giunti a maturazione, permettevano di approfittare di un momento di calma e preparazione per il successivo inverno. Non a caso quasi tutti i popoli associano all’evento grandi celebrazioni e festeggiamenti, dove i temi della ricchezza, dell’abbondanza, della gioia e della gratitudine appaiono predominanti.

Dal punto di vista storico, le più vive testimonianze dell’importanza dell’equinozio d’autunno giungono dai Paesi del Nord Europa, dove la tradizione è tutt’oggi fortemente radicata. Nelle cultura druidica, infatti, si era soliti ringraziare le divinità proprio nel mese di settembre, esprimendo riconoscenza per la bontà della mietitura e dei raccolti. È però la tradizione celtica a essere entrata maggiormente nell’immaginario comunque come la più efficace nel descrivere l’equinozio autunnale. Questi popoli erano soliti festeggiare l’arrivo di Mabon, il dio dei raccolti, pronto a sfoggiare una cornucopia senza fondo: da quest’ultima sgorgavano cibi di ogni varietà, per un ricchezza senza fine.

L’inizio dell’autunno veniva festeggiato anche all’interno delle culture romane e greche, con numerose celebrazioni a tema. I romani, ad esempio, ricordavano la nascita dell’Imperatore Augusto, omaggiata dalla meridiana di Campo Marzio. Più agrodolce risultava invece la tradizione greca, dove all’abbondanza garantita dalla protettrice dei campi Demetra, si celebrava la discesa agli inferi di Persefone. Questo perché l’autunno, nonostante la sua ricchezza alimentare, sottolineava il sempre più vicino approdo della stagione invernale. L’eterna contrapposizione tra luce e tenebre, quindi, tanto da convincere l’antica Grecia a sospendere tutte le guerre in concomitanza con l’evento astronomico: a tutti dovevano infatti essere in grado di approfittare di una simile abbondanza.

Alcun di queste tradizioni sono giunte sino ai giorni nostri, anche se l’evento non è più così sentito nell’immaginario comune. Nel Regno Unito, ad esempio, si organizzano delle giornate di piacevole convivio, nella successiva domenica di Luna Piena rispetto al fenomeno astronomico. I combattenti della Rivoluzione Francese, non ultimo, scelsero proprio l’equinozio come primo giorno dell’anno per il rinnovato calendario.

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