Epatite A, 13 casi in Svezia da fragole congelate

Epatite A, 13 casi in Svezia da fragole congelate

Fonte immagine: PIxabay

Nuovi casi di epatite A in Svezia, a causa di un lotto di fragole congelate che ha portato il virus a chi ha mangiato frullati e dessert contaminati.

Tredici persone in Svezia sono state colpite dal virus dell’epatite A che è giunto nel loro organismo dopo l’assunzione di fragole congelate, provenienti dalla Polonia.

I casi sono stati segnalati nelle quattro contee svedesi Skåne, Blekinge, Kalmar e Gävleborg e, come si apprende dalla stampa locale, hanno interessato nove donne e quattro uomini di età compresa fra gli 11 e i 92 anni.

Con l’indagine, l’Agenzia per la sanità pubblica svedese (Folkhälsomyndigheten), l’Agenzia alimentare nazionale (Livsmedelsverket) e le autorità locali hanno immediatamente individuato la fonte dell’infezione da virus dell’epatite A (HAV), rintracciandola appunto nelle fragole congelate provenienti dalla Polonia. Le autorità polacche sono state subito informate.

Nello specifico, questo lotto di fragole non era stato venduto direttamente ai consumatori ma è servito come materia prima di frullati e dessert. Le analisi hanno dimostrato che contengono tutti lo stesso tipo di virus, il genotipo 1B, che ha contagiato le vittime.

L’HAV viene trasmessa ingerendo cibo o acqua contaminati oppure attraverso il contatto diretto con una persona infetta, secondo quanto specificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, pertanto chiunque non sia stato vaccinato o precedentemente infettato è a rischio.

Il periodo di incubazione dura dai 14 ai 28 giorni circa e può portare sintomi come febbre, perdita di appetito, diarrea, nausea, dolori addominali, urina di un colore scuro e altri ancora.

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