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Eolico: investimenti record nel 2016 secondo rapporto Wind Europe

Eolico: investimenti record nel 2016 secondo rapporto Wind Europe

Fonte immagine: Pixabay

Il 2016 si è concluso con investimenti record per l'eolico, grazie anche a un crescente interesse nei confronti degli impianti offshore.

Per l’eolico il 2016 si è concluso con investimenti record a livello comunitario, con Germania e Regno Unito a trainare la tendenza, per quanto riguarda i fondi destinati alla realizzazione e all’installazione di nuovi impianti. A fotografare i progressi nel campo dell’energia del vento nel Vecchio Continente è il report “Financing and investment trends” redatto e pubblicato da Wind Europe.

Sono stati 43 i miliardi di euro investiti nell’energia eolica da gennaio a dicembre dello scorso anno (+22% rispetto ai 35 mld del 2015), una cifra mai registrata in passato e che con tutta probabilità non sarà raggiunta da qui alla fine del 2017. Ben più di quanto destinato a fotovoltaico, nucleare, centrali alimentate a combustibili fossili, biomasse, idroelettrico e geotermico.

Il grafico allegato di seguito risulta utile per comprendere con un semplice sguardo l’impennata fatta registrare dall’eolico dal 2012 ad oggi. Merito anche di un interesse in costante crescita nei confronti degli impianti offshore, soprattutto nel Nord Europa, che arriveranno a produrre energia tramite pale installate al largo delle coste.

Wind Europe
Fonte: Wind Europe Wind Europe

Emblematico l’esempio tedesco, dove alcuni gruppi hanno deciso di investire sulla realizzazione di impianti eolici offshore senza ricorrere ad alcun incentivo, pronosticando una progressiva riduzione nei costi relativi alla messa in attività delle infrastrutture entro i prossimi anni. Anche Belgio e Norvegia hanno puntato forte sul vento lo scorso anno, andando a costituire con Germania e Regno Unito circa l’80% della nuova potenza installata.

L’Italia non ha contribuito alla spinta: solo 500 i milioni di euro destinati a nuovi parchi, per una potenza che tocca i 300 MW. Il nostro Paese sembra comunque aver mostrato qualche promettente segnale di ripresa nella prima parte del 2017.

L’analisi di Wind Europe ha riguardato 125 progetti per una potenza complessiva di circa 9,8 GW, molti dei quali in fase di pre-costruzione. Il calo previsto per il 2017 è in gran parte legato alla volontà degli investitori di usufruire delle tariffe feed-in vigenti lo scorso anno e destinate poi alla cancellazione con l’introduzione delle aste.

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Fonte: Wind Europe Wind Europe

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