Eolico: associazioni ambientaliste criticano nuovi incentivi

Eolico: associazioni ambientaliste criticano nuovi incentivi

Fonte immagine: Jennifer

Alcune associazioni ambientaliste impegnate nella tutela della biodiversità e del paesaggio chiedono al Governo di bloccare gli incentivi all'eolico.

Denaro al vento. Così vengono definiti da Italia Nostra gli incentivi all’eolico industriale previsti dal nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico per le FER diverse dal fotovoltaico. L’associazione ambientalista ha scritto una lettera aperta al Governo Renzi, firmata da diverse altri gruppi ambientalisti tra cui la LIPU, Amici della Terra e l’ENPA.

Le associazioni ambientaliste criticano la decisione dell’esecutivo di destinare nuovi incentivi alle fonti rinnovabili elettriche, ricordando che gli obiettivi europei sono stati raggiunti con 7 anni di anticipo e che lo stesso governo ha definito un errore l’eccesso di incentivazione solo a queste fonti:

Lo scorso anno le rinnovabili elettriche hanno già raggiunto il 38,2% del fabbisogno nazionale, superiore persino all’obiettivo massimo previsto dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) per il 2020.

Perché con un decreto si “spalmano gli incentivi” già elargiti al fine di alleggerire le bollette e con un altro se ne elargiscono di nuovi aggravando le stesse bollette in tempi di crisi?

Le 13 associazioni ambientaliste sostengono che i nuovi incentivi costerebbero in bolletta 350 milioni di euro all’anno, vanificando di fatto i risparmi conseguiti con lo Spalma Incentivi.

Gli ambientalisti sottolineano che i grandi parchi eolici deturpano il paesaggio italiano, danneggiando gravemente gli uccelli e la biodiversità. Il tutto a fronte di un apporto elettrico intermittente che nel 2013 ha coperto solo l’1,3% del fabbisogno energetico nazionale.

Le associazioni chiedono al Governo di rinunciare al decreto sugli incentivi alle FER diverse dal fotovoltaico, dirottando le risorse pubbliche destinate alle rinnovabili elettriche verso politiche di mobilità sostenibile, efficienza e risparmio energetico e nel potenziamento degli impianti idroelettrici già esistenti:

Chiediamo che le eventuali residue disponibilità finanziarie siano più saggiamente impiegate, destinandole a impianti solari termici e fotovoltaici, da realizzare esclusivamente su superfici già urbanizzate. In altri termini, privilegiando azioni non invasive sul piano paesaggistico e ambientale, a maggiore efficienza e con i migliori risvolti sociali ed economici per la collettività e il Paese.

La LIPU chiede di puntare maggiormente sulla mobilità sostenibile, soprattutto nelle regioni meridionali, ancora carenti su questo fronte:

Con meno pale e più treni il Sud avrebbe qualche comodità in più e inquinerebbe di meno con le automobili. Perché continuare a buttare soldi al vento?

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