Eolico: 2300 licenziamenti per Vestas, colpa del boom cinese

Eolico: 2300 licenziamenti per Vestas, colpa del boom cinese

La Vestas annuncia 2300 licenziamenti. Colpa della concorrenza della Cina che ha costretto i danesi a rivedere previsioni e piani di crescita

Uno degli effetti dell’enorme diffusione delle rinnovabili è l’inserimento delle stesse all’interno del circuito economico della globalizzazione. Corollario di questo dato di fatto è che le aziende storicamente leader nel settore si vedano ora accerchiate dalla concorrenza a basso costo proveniente da oriente.

Ad esempio, è crescente il successo delle turbine eoliche Made in China. A essere letteralmente “travolta” da questo successo è stata la danese Vestas, da sempre una dei big mondiali quando si parla di pale eoliche. Eppure poche settimane fa ha dovuto ridurre la stima di ricavi per il 2011. Imbarazzante, in un anno in cui il vento ha soffiato forte sulle pale del settore.

Il motivo? Come detto, la concorrenza quasi “sleale” della Cina. Le conseguenze? Tagli al personale amministrativo per 2300 posti e una minaccia: se gli USA confermeranno i tagli alle sovvenzioni, anche lì la Vestas dovrà ridurre la produzione, licenziando altri 1600 lavoratori.

Le rinnovabili sono un grande business, con grandi ricadute anche nel mondo del lavoro. Una cattiva gestione, però riproporrà anche qui le stesse disparità di prezzi e di condizioni che in questi giorni sono al centro del dibattito politico del nostro Paese. Non crediamo che questo debba essere permesso.

Fonti: La Repubblica.

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