Energia, Greenpeace chiede un cambio di rotta a Renzi

Energia, Greenpeace chiede un cambio di rotta a Renzi

Al via a Genova “Non è un Paese per Fossili”, tour costiero della Rainbow Warrior di Greenpeace. Obiettivo: chiedere all'Italia una svolta energetica

La nuova Rainbow Warrior, la nave ammiraglia della flotta di Greenpeace, è a Genova, per il lancio del tour “Non è un Paese per Fossili”, che vedrà l’imbarcazione impegnata lungo le coste italiane per promuovere una profonda trasformazione energetica, in Italia e in Europa.

La campagna inizia in concomitanza con la seduta del Consiglio Europeo in cui i leader UE saranno tenuti a decidere come accrescere la sicurezza energetica europea, dopo la crisi tra Ucraina e Russia. In ballo, sottolinea l’associazione, ci sono anche i nuovi impegni UE in materia di clima ed emissioni. E proprio a questo proposito Greenpeace si dice preoccupata per la posizione dell’Italia.

Spiega Andrea Purgatori, neo-presidente di Greenpeace Italia:

Quelli che ci giungono dal governo Renzi non sono buoni segnali. Tra pochi giorni comincia il semestre di presidenza italiano in Europa: rischiamo ancora una volta che il nostro Paese giochi una partita di retroguardia quando l’Italia e l’Europa hanno bisogno di investire su rinnovabili ed efficienza energetica. Si tratta di settori in cui abbiamo un ottimo posizionamento strategico e non ha senso che sia proprio l’Italia a rallentare questo processo.

Nell’ambito del suo confronto col governo, Greenpeace ha già incontrato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha assicurato il suo sostegno a obiettivi più ambiziosi in tema di cambiamento climatico. Ma le scelte generali dell’esecutivo (a cominciare dal decreto spalma incentivi) e le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi sullo sfruttamento del petrolio offshore preoccupano l’associazione.

Osserva Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace:

In questi mesi bbiamo prodotto una serie di rapporti che mostrano il peso delle fonti fossili nell’economia europea. Solo in Italia, per importare petrolio, gas e carbone spendiamo oltre 60 miliardi di euro l’anno. Tutto questo di certo è nell’interesse delle grandi compagnie energetiche ma non dei cittadini europei. I leader UE devono far vedere a chi rispondono: hanno la possibilità di ascoltare la voce dei cittadini, sottrarsi alle pressioni delle lobby fossili e salvare il clima, l’ambiente, l’economia. Insieme all’occupazione.

In concomitanza con l’avvio del tour della Rainbow Warrior, che toccherà anche Palermo, Capidistria e Brindisi, Greenpeace ha lanciato una petizione online per chiedere agli italiani di firmare una Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili, in favore di energie rinnovabili ed efficienza.

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