Energia e ambiente, una app mette a confronto i Paesi Europei

Energia e ambiente, una app mette a confronto i Paesi Europei

Qlink presenta l'app che permetterà di mettere a confronto i 28 Paesi UE in termini di stili di vita, economia, stato sociale, energia.

Per fare un confronto sulla situazione dei diversi Paesi, membri dell’Unione Europea, che permetta di sfatare alcuni luoghi comuni e di trovare magari inaspettate similitudini per alcuni versi, è stata ideata l’app “Quanto sei europeo?” realizzata da Qlink e seguita ad uno studio coordinato da Pablo Calderón Martínez, professore di Studi Europei al Kings College di Londra.

Sono stati a tal proposito raccolti moltissimi dati e informazioni che sono andati a descrivere tre sezioni per capire come “Viviamo”, “Lavoriamo” e “Ci Divertiamo”. Si può capire così com’è la vita in ciascun Paese e come le politiche sono attente al benessere non solo dei cittadini, ma anche dell’ambiente.

Particolare attenzione merita l’aspetto energetico, nello specifico viene dato conto di quanto petrolio viene consumato e quanta energia elettrica utilizzata. È così possibile capire quali sono le dinamiche europee soprattutto in termini di risparmio energetico.

Quanto sei europeo energia
Fonte: howeuropeareyou.eu

Dai dati si osserva come Francia, Lussemburgo, Germania e altri Paesi del Nord Europa siano quelli che hanno ridotto maggiormente il consumo energetico per famiglia a partire dal 2000. Il Lussemburgo è passato dagli 11,43 litri di petrolio usati al giorno per famiglia, agli 8,74; la Svezia ha ridotto i suoi consumi di 1,59 litri di carburante al giorno; Francia e Germania di 1,33. L’Italia ha subito varie oscillazioni negli anni, ma ora sembra tornata ai 4,35 litri di 15 anni fa.

Per quanto riguarda invece i consumi di energia elettrica, a fronte di Paesi che consumano molto come Svezia, Lussemburgo e Finlandia (nel 2011 tra i 14,03 e i 15,74 kWh), ma che sono anche quelli che riescono a fare tagli più consistenti, ci sono anche quelli che consumano meno: si va dagli 8,39 kWh dello stesso anno dell’Austria ai 2,64 kWh della Romania che però sono Paesi stabili in quanto a consumi o anche leggermente in crescita.

L’Italia a questo proposito non sembra aver modificato molto i propri comportamenti: dopo un picco in positivo nel 2006 fino a 5,83 kWh e uno in negativo fino a 5,37 kWh nel 2009, è leggermente risalita a 5,5 kWh nel 2011. Comportamenti che non sono necessariamente da mettere in correlazione con il reddito di una nazione, come spiega Calderón Martínez:

Il progresso che i singoli Paesi stanno facendo verso la riduzione del consumo di petrolio varia notevolmente, persino tra paesi situati in regioni simili e con redditi simili.

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