Energia dalle onde: la NASA premierà le migliori idee

Energia dalle onde: la NASA premierà le migliori idee

Una campagna di crowdsourcing lanciata dalla NASA e dal DOE valuterà i migliori progetti per sfruttare l'energia delle onde per produrre energia elettrica.

Forse la soluzione alla forsennata ricerca di fonti energetiche, in questa fase storica in cui quelle tradizionalmente usate finora, si stanno esaurendo, è ricorrere alla fisica. In linea di principio quindi dovremmo poter ricavare energia da qualsiasi processo avvenga in natura, che abbia bisogno di energia per realizzarsi e che quindi nel suo divenire riesca ad immagazzinarla per renderla poi disponibile e convertibile in altre forme di energia. Ecco che anche le onde del mare appaiono come un’irresistibile bacino dal quale attingere.

Lo ha capito anche la NASA, che assieme al Dipartimento dell’Energia statunitense (DOE) hanno deciso di lanciare una campagna online per trovare le migliori idee e i migliori progetti, in grado di sfruttare l’energia di questa fonte rinnovabile, per produrre energia elettrica. È un approccio che la NASA utilizza dal 2005, quando sono cominciati i problemi dovuti ai tagli di bilancio destinati a ricerca e sviluppo. L’elaborazione di una tale tecnologia infatti si è dimostrata essere troppo costosa anche per le istituzioni interessate all’idea.

In aiuto ai ricercatori verrà WEC-Sim (Wave Energy Converter Simulator), un software creato dal DOE in collaborazione con il National Renewable Energy Lab (NREL) e i Sandia National Labs, che permetterà di analizzare e verificare passo passo, la bontà dei vari progetti. Si tratta di un Open Source modulare. Uno dei suoi moduli, l’Open WARP (Open-Source Wave Analysis and Response Program) sarà oggetto di un concorso, l'”OpenWARP Challenge”, che prevederà la possibilità di modificarlo, migliorarlo e personalizzarlo per rendere il software uno strumento completo. Come ha detto Mike Lawson del National Renewable Energy Lab:

Vogliamo che le università siano in grado di usarlo, vogliamo che anche gli inventori da garage siano in grado di usarlo.

A coordinare il concorso sarà COeCI, il Centre of Excellence for Collaborative Innovation della NASA, nato dopo che l’enorme successo dei progetti pilota, convogliati alla NASA grazie al crowdsourcing, aveva portato il White House Office of Science and Technology Policy a chiedere all’agenzia governativa di ideare un modo per aiutare altre agenzie federali che volessero provare lo stesso tipo di modello di business.

La sfida si concluderà alla fine del 2014, restiamo in attesa di grandi scoperte, nel frattempo se qualcuno volesse partecipare può fare riferimento al sito del DOE.

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