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Energia dai rifiuti: elettricità per 2,8 milioni di famiglie nel 2017

Energia dai rifiuti: elettricità per 2,8 milioni di famiglie nel 2017

Fonte immagine: Utilitalia

L'energia prodotta dai rifiuti ha soddisfatto la domanda di 2,8 milioni di famiglie nel 2017: servono nuovi impianti, ampio il divario Nord Sud.

Su suolo italiano ci sono oltre 180 impianti tra inceneritori e digestione anaerobica per i rifiuti organici e i fanghi di depurazione e nel 2017 hanno prodotto 7,6 milioni di megawattora di energia. Una potenza capace di soddisfare la domanda da parte di 2,8 milioni famiglie.

È la situazione descritta dal “Rapporto sul Recupero Energetico da rifiuti in Italia” realizzato da Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia) in collaborazione con Ispra e presentato oggi a Roma. Il nostro Paese destina ancora il 23 % dei rifiuti in discarica, mentre l’Europa impone di abbassare la soglia al di sotto del 10% entro il 2035. Lo studio intende quindi evidenziare come la produzione di energia dai rifiuti sia una possibile soluzione se vogliamo davvero rispettare gli obiettivi stabiliti dalle direttive europee in materia di economia circolare.

C’è però un enorme divario a livello di infrastrutture tra Nord e Sud del Paese. Per quanto riguarda gli impianti per la digestione anaerobica nel 2017 erano operativi 55 impianti: 47 al Nord, 2 al Centro e 6 al Sud. Stesso discorso per il trattamento dei fanghi industriali, su 87 impianti 45 erano operativi al Nord, 17 al Centro e 25 al Sud.

Per quanto riguarda gli inceneritori nel 2017 sono stati in funzione 39 impianti (ora passati a 37 per la chiusura di quelli a Colleferro e Ospedaletto), di cui 26 al Nord, 7 al Centro e 6 al Sud. Sulla necessità di un nuovo modello di gestione per lo smaltimento, sono arrivate le dichiarazioni di Filippo Brandolini, vicepresidente Utilitalia:

Il problema non è solo quantitativo, ma soprattutto geografico. Senza impianti di digestione anaerobica e senza inceneritori non si chiude il ciclo dei rifiuti e non si potranno raggiungere i target UE. Serve una strategia nazionale per definire i fabbisogni che operi un riequilibrio a livello territoriale, in modo da limitare il trasporto fra diverse regioni e le esportazioni, abbattendo le emissioni di CO2.

Non mancano peraltro degli ostacoli normativi. Dal rifiuto organico si produce compost e biometano. Per quest’ultimo, un carburante pulito realizzato in perfetta ottica di economia circolare, manca ancora un quadro normativo certo e stabile.

Gli impianti di digestione anaerobica hanno prodotto 1,2 milioni di megawattora nel 2017 e gli inceneritori 6,4 milioni di megawattora, tra produzione elettrica e termica. Il 100% dell’energia prodotta dagli impianti di digestione anaerobica e il 51% di quella prodotta dagli inceneritori è inoltre energia rinnovabile.

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