Energia a costo zero dalle vibrazioni dei binari dei treni

Energia a costo zero dalle vibrazioni dei binari dei treni

La Stony Brook University di New York è riuscita a trasformare le vibrazioni in energia elettrica a costo zero.

È come l’uovo di colombo: ti serve energia? E allora prendila da dove solitamente la sprechi. ad esempio dalla marcia di un locomotore. Come? Vediamo di spiegarlo nella maniera più semplice possibile.

Un treno – macchina dal peso consistente e dotato di una potenza molto maggiore di quanto normalmente crediamo vedendolo placidamente in azione – consuma mediamente una quantità di energia notevole, il più delle volte prendendola dalla rete elettrica. Quest’energia viene scaricata sui binari e si trasforma in movimento dello stesso treno, calore e torsioni varie cui gli stessi binari devono opporre resistenza. Le oscillazioni provocate sono infatti notevoli e, per farcene un’idea, basterà dare un’occhiata ai bulloni che normalmente tengono fissi a terra le due lastre di ferro o la consistenza delle pale in legno trasversali.

Ora se una macchina fosse in grado di trasformare queste oscillazioni irregolari in un movimento rotatorio continuo, sarebbe possibile realizzare una banalissima turbina per ottenere nuovamente energia elettrica. E se qualcuno è riuscito a tirar fuori energia pure dai nostri passi, potete scommettere che anche un lavoro del genere è possibile.

Difatti, il team statunitense guidato dal professor Lei Zuo ha da poco riscosso un premio proprio per il loro progetto: un macchinario che, posizionato presso le giunture di un binario, permette la trasformazione delle oscillazioni provocate dal passaggio di un treno in rotazione regolare e quindi energia elettrica. Interessanti anche le prestazioni a livello di efficienza meccanica, dato che si attestano tra il 55 e il 72%.

Non è strano che siano stati proprio dei ricercatori USA a promuovere tale ricerca. Gli Stati Uniti sono il Paese con la linea ferroviaria più lunga, quindi i consumi energetici per motivi ferroviari maggiori, di tutto il Mondo. Secondo Zuo, un’applicazione in larga scala del progetto nel solo Stato di New York – con l’installazione di 10 mila unità da 200 watt – potrebbe a un risparmio di circa 0.14 cents a Watt/h nel settore dei trasporti. Cioè un gruzzolo importante su scala annua, oltre che a circa 3 mila tonnellate di CO2 in meno nell’atmosfera.

In fondo, l’idea di base è quella di rendersi conto di come alcune energie rinnovabili sono disponibili non solo grazie al ciclo naturale, ma anche grazie alla reiterazione di certi comportamenti sociali. Il treno ormai è una verità ciclica come il sorgere del sole e non c’è motivo per non pensarlo come fonte energetica, anche se paradossale; e il nostro clima potrebbe ringraziare.

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